Rispunta il dossier Mitrokhin, Cicchitto accusa Grasso: «Perché non apre gli archivi del Senato?»

Ricordate il dossier Mitrokhin? Sembra passato in secolo ma eravano alla fine degli anni Novanta quando in Italia scoppiò lo scandalo delle rivelazioni sugli archivi segreti del Kgb, che svelarono solo in parte i legami tra la sinistra italiana e la nomenklatura sovietica, per poi essere affondato dalle polemiche della stessa parte politica che ne stava per essere travolto. Oggi Fabrizio Cicchitto chiede che il Presidente del Senato apra alla libera consultazione l’archivio della Commissione Mitrokhin come già avvenuto per la Commissione stragi a suo tempo. Il dossier Mitrokhin – dice – “è del tutto veritiero e prova il ruolo politico e militare svolto dal KGB in Europa e in Italia”. «Probabilmente sarà per questo che esso è stato a suo tempo secretato e rimane l’unico testo al quale ancora non è stata data pubblicità. Il comportamento del Presidente del Senato Grasso è caratterizzato, nel migliore dei casi, da reticenza visto che gli è stato formalmente richiesto di fare le stesse cose che ha fatto alla Camera la presidente Boldrini coi materiali delle commissioni d’inchiesta di competenza della Camera e che fortunatamente è stata fatta al Senato prima dell’avvento di Grasso dando pubblicità ai materiali raccolti dalla commissione stragi. Fino a quando il presidente Grasso si trincererà dietro questo reticente silenzio? Gli diamo una informazione riservata: l’URSS è finita nel 1991».

Il Dossier Mitrokhin prende il nome da “Vasilij Nikitič Mitrokhin”, un ex archivista del KGB”. ‘Archivio, che nella sua interezza è costituito da oltre 6 casse di documenti, ha portato alla produzione di oltre 3.500 rapporti di controspionaggio trasmessi a 36 nazioni. La Commissione parlamentare d’inchiesta sui documenti venne denominata giornalisticamente Commissione Mitrokhin, e venne presieduta da Paolo Guzzanti.