Riforme, ora Renzi ha paura del voto segreto. Gasparri: “Scendi da cavallo”

Non basta l’incoraggiamento di Marchionne a Renzi (“spero che tenga duro e non si faccia intimorire”) per sbloccare il cammino delle riforme ormai prossimo ad impantanarsi nell’aula del Senato. Tanto per cominciare, sono oltre cento gli emendamenti su cui è stato richiesto il voto segreto a Palazzo Madama. il presidente Grasso ha sospeso i lavori dell’assemblea e ha già riunito la Giunta per il Regolamento per decidere in proposito. Poi, sempre per far capire al premier che i suoi propositi di accelerare rischiano di restare tali è arrivato anche un emendamento – presentato dai due relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli – che introduce la parità di genere. Ecco il testo: “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono la parità di rappresentanza tra uomo e donna”. Ma per un emendamento presentato a firma congiunta ce n’è subito un altro dove i due relatori divergono clamorosamente, a conferma che il clima a Palazzo Madama non è esattamente costituente. Gli emendamenti (due) sono della Lega Nord. Calderoli li ha appoggiati, la  Finocchiaro no, seguita in questo dal ministro Boschi.

Dal canto suo Renzi, pur non archiviando il consueto rodomontismo, fiutata l’aria, mette le mani avanti: “Sul voto segreto  – ha dichiarato il premier a margine della cerimonia di inaugurazione della Brebemi – potranno anche farci qualche scherzetto ma torneremo alla Camera e lo sistemeremo. Qui non molla nessuno”. 

Gli replica indirettamente il forzista Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, che approfitta di una polemica con Giachetti, del Pd, fautore della tesi di un rapido ritorno alle urne previo ripristino del Mattarellum, per invitare il premier ad un atteggiamento più costruttivo sul tema delle riforme: “A Giachetti comunico che una legge elettorale come quella non passerebbe mai e poi mai perché l’ostruzionismo a una legge così demenziale sarebbe totale e senza quartiere. Piuttosto Giachetti dica al suo amico Renzi di scendere da cavallo e di aprirsi al confronto”.