Riforme, faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi. Si accelera sulla legge elettorale, Cavaliere soddisfatto

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi si è recato stamane insieme a Gianni Letta a Palazzo Chigi per incontrare il premier Matteo Renzi e fare il punto sul cammino delle riforme istituzionali. Al centro del faccia a faccia i nodi ancora aperti della riforma del Senato e la legge elettorale. 

Due ore per decidere di accelerare sulla legge elettorale, che sarà incardinata al Senato prima dell’estate. Un incontro molto positivo, lo definisce il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, mentre Beppe Grillo sul suo blog s’arrabbia per la precedenza accordata al Cavaliere: Renzi, scrive, ha incontrato il “noto pregiudicato”, ma non ancora i Cinquestelle (Renzi aveva detto che oggi avrebbe incontrato anche i grillini).

Silvio Berlusconi è uscito rassicurato dall’incontro con Renzi dal quale ha avuto assicurazioni che l’Italicum resterà invariato. Nessuna intenzione dunque di venire meno agli accordi presi, ma da parte del Cavaliere è arrivata la richiesta che anche il Pd faccia lo stesso sulla legge elettorale: dobbiamo andare avanti con l’Italicum così com’è. Il testo che è stato approvato dalla Camera deve essere votato prima dell’estate in Senato, è stata la richiesta di Berlusconi. Un ragionamento, il suo, che esclude quindi la disponibilità azzurra ad aprire una trattativa sulle preferenze. Argomento che ha visto sempre l’ex capo del governo contrario.

Questo lo stato dell’arte sulle riforme prima del faccia a faccia Renzi-Berlusconi: ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un nuovo emendamento dei relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, che prevede che il Senato abbia competenze legislative solo sulle leggi costituzionali e sulle materie comuni a Stato e Regioni. Bocciata invece la proposta di Vannino Chiti, Mario Mauro e altri 35 senatori (di cui 19 di maggioranza) che riattribuiva al futuro Senato moltissime altre competenze legislative così da riproporre quasi l’attuale bicameralismo. Su questo il patto maggioranza-Fi-Lega ha tenuto perfettamente.

Berlusconi incontrerà oggi anche tutti i parlamentari di Forza Italia. Al centro c’è la non elettività del futuro Senato, contestata da una piccola pattuglia di senatori guidati da Augusto Minzolini. A questi si aggiungono diversi deputati, con in testa Renato Brunetta. Per Berlusconi è però essenziale mantenere FI entro il patto costituente perché ciò gli consentirebbe di interloquire con Renzi su altri punti a cui tiene, come la riforma della giustizia.