Renzi piè veloce, l’uomo che promette il cambiamento ma coltiva l’apparire

Ammazza quanto corre Matteo. Faticano a stargli dietro anche i runner della comunicazione. Quelli che storcono il naso se solo gli parli di una notizia vecchia di un paio d’ore! Sembra avere (finora!) la velocità del centometrista ed il fiato del maratoneta. Annuncia un traguardo e, quando sei lì ad aspettarlo all’arrivo, è già bello che andato oltre. Il fatto è che non riesci a capire bene se l’abbia tagliato davvero, il traguardo, o l’abbia dribblato furbescamente con qualche aiutino. E mentre tu pensi a tutto questo, lui da lontano già ti strizza l’occhio ammiccando al prossimo obiettivo, così che ti senti in dovere di continuare a seguirlo, a metà tra l’incredulo e lo speranzoso.

È il paradigma della velocità, Matteo. Anzi, il connubio perfetto tra velocità e postmodernità. È smart, cool, dandy e pop. E, diciamola tutta, è, anzi appare, un venditore più credibile di Berlusconi (tanto che in questo tourbillon molti esponenti del centrodestra sono rimasti incantati) ed è, anzi appare, un rottamatore più serio di Grillo.
E sulla scelta tra il verbo essere o apparire, amici miei, si insinua l’amletico dubbio (ai meno annoiati consiglio l’interessante lettura del saggio “Avere o Essere” di Erich Fromm, che al suo interno contiene una dotta dissertazione sulla differenza tra “Essere” ed “Apparire”). Matteo è davvero l’uomo del cambiamento o, semplicemente, appare tale?

Tutto copre la velocità, è vero. Ma nel breve periodo. E’ incarico del tempo, poi, svelare la realtà.

Il problema è che se poi ci si accorge che era tutta una beffa, vuol dire che se ne è perso altro, di tempo. E, dunque, se un giorno non troppo lontano dovessimo renderci conto che quella di Renzi (quando il discorso si fa severo si passa al cognome, per demarcare una netta distanza con la persona di cui si parla) era null’altro che una rincorsa fine a se stessa – ovvero al potere per il potere, o alla mera vanità – beh vorrà dire che di tutta questa velocità al Paese non rimarrebbe altro che un ennesimo ritardo!

Insomma un paradosso che darebbe dei grattacapi finanche a Zenone.

Purtroppo siamo un popolo assuefatto all’idea che chi si presenta come l’uomo del destino deluda sistematicamente le aspettative. D’altra parte anche l’altro piè veloce, l’epico Achille, sembrava imbattibile, ma il tallone gli fu fatal…