Psicodramma Pd nelle Marche: i consiglieri si distraggono e votano per le ronde

Non siamo alle comiche finali ma quasi ci siamo, con il Pd protagonista di un “pasticciaccio” sicurezza nel Consiglio regionale delle Marche che ha dello psicodramma. La distrazione e l’assenza dall’aula di almeno 6 consiglieri democrat è sufficiente per approvare un emendamento della Lega Nord ad una legge che in buona sostanza può essere propedeutica all’istituzione delle ronde, sì, quella “famigerata” idea uscita a suo tempo dal cilindro leghista e giudicata dalla sinistra deplorevole, incivile, becera, a dire poco. L’emedamento alla legge presentato dalla Lega sull’educazione alla legalità,  prevede la possibilità di istituire «un corpo speciale, fisicamente idoneo, in Comuni con più di 25 mila abitanti, che in particolare nelle ore notturne possa fungere da deterrente contro azioni di bullismo, atti vandalici e violenze». Ebbene, dopo il sì all’emendamento presentato dal leghista Roberto Zaffini , con appena 11 voti, è scoppiato il finimondo. Il commediografo Aristofane non avrebbe saputo inscenare di meglio, con Paolo Perazzoli del Pd, che ringhiava contro i suoi: «È una vergogna. Siamo stati eletti per fare leggi, non per telefonare o fare altre cose al momento del voto». Infuriata più di lui la vice presidente dell’Assemblea Rosalba Ortenzi, Pd, relatrice di maggioranza, che ha minacciato di votare contro il provvedimento, portato in aula «dopo un lavoro certosino» di concerto con le istituzioni e la magistratura, ma che «con questa modifica istituisce le ronde. Ora mi vergogno», esclama.

Urla, sussurri grida. Il Pd marchigiano è un polveriera. L’imbarazzo si tagli col coltello. C’è stata una sospensione dei lavori, poi il capogruppo del Pd Mirco Ricci ha proposto una soluzione un po’ traballante: approvare comunque la legge, ma predisporre immediatamente «una leggina» che modifica il solo articolo 2, quello emendato, ripristinando la formulazione e originaria. Un compromesso nel più sontuoso stile prima Repubblica. Un modo per evitare l’intervallo di sei mesi che dovrebbe intercorrere tra la bocciatura di una legge e la riproposizione di un provvedimento analogo. QAuesto Pd «è un  tragedia», commentano dai banchi di FdI-An. Intanto, sempre in aula, il leghista Zaffini si sgolava a spiegare che «non si tratta di ronde, fatte dai cittadini, ma di un corpo da inquadrare nei ranghi della polizia locale, come quelli addetti alle verifiche delle licenze e così via, dato che la legge riforma anche quella sulla polizia locale. Certo, se debbono fare da deterrente o inseguire qualcuno non possono essere ciccioni, debbono essere in forma». Un documento è stato fatto leggere in aula da un gruppo di consiglieri Democrat che hanno preso le distanze dall’accaduto: «È stato uno scivolone nostro», hanno ammesso. Subito dopo il voto, l’Assemblea ha approvato un paio di mozioni e poi la seduta è stata sciolta, per manifesta mancanza di concentrazione…