Per Renzi dopo i ribelli del Pd arriva la grana Alfano: daremo battaglia sulle preferenze

L’aula del Senato ha iniziato l’esame del ddl del governo sulle riforme Costituzionali. Nella seduta è prevista l’illustrazione del testo approvato dalla Commissione da parte dei relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli.

Sono state presentate due pregiudiziali al ddl sulle riforme, che chiedono di non procedere nell’esame del testo. Una prima pregiudiziale è stata presentata da tutto il gruppo di M5s, mentre l’altra è stata firmata congiuntamente da Sel e dagli ex M5s.

Se Renzi non dovrebbe avere problemi da Forza Italia per quanto riguarda l’iter delle riforme, a sorpresa è Angelino Alfano ad alzare la voce invocando quelle preferenze di cui Berlusconi non vuole sentir parlare. “Sulla legge elettorale daremo battaglia”, annuncia Alfano parlando a margine della terza giornata della Summer School in corso a Sorrento. ”Con le liste bloccate sono le oligarchie di partito a decidere, autoconservando la classe dirigente”.

Secondo Alfano il sistema elettorale delle preferenze ”può dare una mano di aiuto a questi giovani che vogliono cambiare”. Un sistema proporzionale, ha sottolineato il ministro degli Interni, che è stato utilizzato di recente per le Europee e per le Regionali e per questo a suo giudizio non c’è alcuna ragione per non utilizzarlo alle elezioni politiche.

Qualche problema per il premier Renzi potrebbe inoltre arrivare dai senatori Pd che non hanno gradito la sua stoccata (Renzi li ha accusati di non voler rinunciare all’indennità attaccandosi alla difesa del Senato elettivo). Il capogruppo Pd Luigi Zanda ha replicato a quello che è anche il segretario del partito invitando tutti a scegliere toni più adeguati: “Devo dire, onestamente, di non aver mai sentito nessun senatore del Pd mostrare una qualche nostalgia per la perdita dell’indennità. E so che nessuno di loro lo pensa. Ecco, io credo che su questo punto il presidente del Consiglio deve essere stato male informato”.