Alitalia: da Cgil e Cisl ok al contratto nazionale di settore e ai risparmi. Ugl e Uil dicono no

Soluzione a metà per la vertenza Alitalia. Alla fine la Filt-Cgil e la Fit-Cisl hanno firmato il contratto nazionale di settore e l’accordo sui risparmi sul costo del lavoro per circa 31 milioni per i prossimi 5 mesi. Non hanno invece firmato Uil-Trasporti e Ugl. Per arrivare a questa soluzione che è propedeutica al via libera all’ingresso nel capitale di Etihad  si era lavorasto per l’intera notte: l’intesa generale  non è stata possibile a causa dei distinguo sul nodo della  rappresentanza. Il confronto era ripreso con i segretari generali delle parti sindacali in delegazione dal ministro Lupi. Tra pause e riconvocazioni continue si è arrivati a un passo dalla soluzione, ma poi Uil e Ugl hanno deciso di non firmare. «Credo che ci siano pienamente le condizioni per concludere l’accordo», tra Alitalia ed Etihad, ha sostenuto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, interpellato sul nodo degli esuberi che aveva fatto emergere più di un mal di pancia in casa Cgil. «La Cgil – ha detto Poletti a margine del vertice dei ministri del Lavoro e dell’Ambiente dell’Unione Europea –  ha dichiarato di essere interessata e disponibile a sottoscrivere il contratto e l’accordo sulla riduzione degli oneri economici». Cosa che poi è realmente avvenuta. Quanto al collocamento degli esuberi, ha chiarito il ministro, «è collegato ai tempi dell’accordo e delle procedure di Alitalia e di Etihad». Questi dovrebbero essere i passi: «Ci deve essere una richiesta da parte di Alitalia per il passaggio alla cassa integrazione per crisi per cessazione. Poi le procedure seguiranno i tempi». Poletti ha ricordato poi che per le persone che rimarranno non collocate «abbiamo previsto per settembre di attivare un lavoro preliminare tra Regione Lazio, ministero del Lavoro ed Enac». Si aprirà quindi «un tavolo per la predisposizione degli strumenti di supporto al ricollocamento», aggiunge il titolare del Welfare, concludendo che «questo può avvenire solo nel momento in cui la mobilità è decretata».