“Oggi io pago in contanti”: la De Girolamo lancia lo sciopero del Pos

Continuano a diluviare le polemiche sul “point of sale”, il cosiddetto Pos, dispositivo che permette di effettuare un pagamento con bancomat e carta di credito che il governo ha reso obbligatorio per spese al di sopra di 30 euro. Il centrodestra nei giorni scorsi aveva tuonato unito contro un provvedimento che «costerà 5 miliardi alle imprese», calcola Confesercenti. Chi ha voluto questa legge  ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende?, avevano commentato i parlamentari di FdI-An. In sostanza, si tratta di un regalo alle banche e che non servirà a combattere la grande evasione fiscale. Anche in seno alle forze di governo questa norma non piace. Di qui l’iniziativa “Oggi io pago in contanti; no all’uso del Pos”, con cui il presidente dei deputati del Nuovo Centrodestra alla Camera, Nunzia De Girolamo, annuncia l’adesione allo sciopero indetto da alcuni commercianti contro il nuovo obbligo. «Ai commercianti va tutta la mia solidarietà e sostegno – spiega De Girolamo – perché è inammissibile pensare che per combattere l’evasione fiscale e far ripartire l’economia questa misura sia la soluzione. Il Nuovo Centrodestra sta dalla parte di chi produce, non certo dalla parte delle banche, le uniche a beneficiare di questa assurda misura». L’utilizzo del bancomat e delle carte di credito è da noi tra i più bassi in Europa, forse anche a causa dell’eccessivo costo dei servizi bancari che sono tra i più alti in area euro. Crediamo – aveva subito commentato il centrodestra – sia necessario prorogare ulteriormente l’entrata in vigore dell’obbligatorietà fino a che le banche non rendano gratuito. Oltretutto, in assenza ancora di norme che puniscano chi non si adegua, molti utenti rimangono sconcertati di fronte alla fatidica domanda degli esercenti, “ricevuta o sconto”?