McDonald’s e Coca Cola in crisi, cala l’utile dei due colossi: pesano la svolta salutista e i costi pubblicitari

L’hamburger piace meno. La crescente concorrenza e la svolta salutista pesano su McDonald’s: l’utile del secondo trimestre cala dell’1% a 1,39 miliardi di dollari su ricavi in aumento dell’1% a 7,18 miliardi di dollari. Risultati sotto le attese che confermano le difficoltà a far breccia nei cuori dei consumatori nonostante le pubblicità sul caffè gratuito e sui nuovi menù. Utile netto in calo anche per Coca-Cola, sulla quale pesano i costi più alti delle commodity e del marketing. Consapevole delle difficoltà, McDonald’s cerca il rilancio migliorando l’offerta e il servizio ma i risultati ancora non si vedono. E il trend – ammette il colosso degli hamburger – non sarà invertito a breve. Serve tempo per contrastare e recuperare il terreno perso nei confronti della concorrenza che, con offerte migliori sul fronte dei costi, sta mangiando quote di mercato a McDonald’s. «Stanno perdendo quote nei confronti di tutti», affermano gli analisti, sottolineando che le catene di pizza e di ristoranti a basso costo stanno rubando clienti anche con un’offerta di prodotti diversa. Le vendite negli Stati Uniti sono calate dell’1,5%, risultando peggiod elel attese degli analisti di un calo dello 0,3%. In Europa la flessione è stata dell’1% mentre in Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa le vendite sono salite dell’1,,1%, sotto le attese di un aumento dell’1,5%. I titoli McDonald’s risentono dei risultati sotto le attese e calano dell’1,7%, dopo essere arrivati a cedere il 2,5%, la maggiore flessione intraday in un anno. In calo anche di risultati di Coca Cola: il colosso delle bollicine registra un aumento dei volumi di vendita del 3% ma l’utile netto e i ricavi rallentano con l’aumento dei costi. L’utile netto è calato a 2,6 miliardi di dollari a fronte degli 2,68 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sono scesi dell’1,4% a 12,57 miliardi di dollari.