Marò, la ministra Pinotti ha la faccia tosta di affermare che tutto va bene. Ma Renzi che fa?

Una storia senza fine. All’impegno di Palazzo Chigi per il rientro in patria dei nostri due marò ormai non crede più nessuno. «Il governo sta lavorando per concludere la situazione dei marò», ha avuto la faccia tosta di dichiarare il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, maglietta verde militare per l’occasione, a margine dell’esercitazione delle Truppe Alpine Falzarego 2014. «Non parlarne non vuol dire che non si sta lavorando – si è giustificata – si tratta di due italiani in missione per conto dell’Italia  e salvaguardare loro significa salvaguardare l’interesse del Paese e di tutti i militari di ogni Paese che combattono contro la pirateria». Ben diverso il parere del presidente della commissione Difesa di Montecitorio, Elio Vito, per il quale «non è possibile reprimere oltre lo spontaneo senso di indignazione per il protrarsi di un vicenda che umilia il nostro Paese e i suoi servitori». A margine dell’audizione informale di alcuni rappresentanti del Cocer-Interforze sul calvario di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Vito ha ribadito la richiesta al governo affinché continui ad adoperarsi per la soluzione della vicenda secondo le norme del diritto internazionale, assicurando a Massimiliano e a Salvatore il rapido rientro in patria con onore». L’audizione ha evidenziato «l’esigenza di nuove iniziative nei confronti delle Nazioni Unite, da cui ad oggi non è giunta alcuna presa di posizione univoca, e in tal senso potrà muovere una prossima iniziativa parlamentare in occasione del prossimo decreto legge sulle missioni internazionali». I rappresentati del Cocer Interforze, dal canto loro, hanno sottolineando che la disponibilità al sacrificio della vita, è parte del “contratto” che ogni militare sottoscrive con lo Stato, ma che quest’ultimo non deve mai lasciare «soli i suoi servitori in uniforme». La mancanza di un cenno sulla vicenda «da parte del presidente del Consiglio, in occasione dell’avvio del semestre europeo a guida italiana, è apparso agli occhi dei delegati un segnale di scarsa volontà da parte del Governo nell’affrontare con la determinazione che il caso richiede la difficile situazione», si legge in una nota del Cocer Marina.