Marchionne :«Si chiude un ciclo storico per la Fiat». La fusione con la Chrysler cambia pelle alla casa torinese

Per la Fiat si chiude un lunghissimo ciclo storico che dura da 115 anni.  E’ il risultato dell’opportunità che è nata con  Chrysler nel 2009. Lo afferma Sergio Marchionne a proposito dell’assemblea convocata a Torino il primo agosto per approvare il progetto di fusione da cui nascerà Fiat Chrysler Automobiles. Si porta a conclusione dopo 5 anni e mezzo una serie di attività,ha aggiunto Marchionne, il quale ha fatto il punto anche sulle strategie immediate e future della casa automobilistica torinese. Ridimensionata l’urgenza di intervenire in Asia. «Se arrivano partner per cose molto specifiche bene – ha precisato l’amministratore delegato della Fiat – ma in questo momento non c’è alcuna urgenza matta di alleanze in Asia, sarei già contento se piazzassi la Jeep ed eventualmente l’Alfa Romeo nei prossimi dieci anni». «Abbiamo annunciato l’ampliamento delle nostre joint venture in Cina, alla fine del prossimo anno comincerà la produzione della prima Jeep, nel 2016 arriverà la seconda. Un pezzo alla volta . Dobbiamo cercare di arrivare a mezzo milione di auto in Cina nel 2018 che fanno parte del programma di espansione della Jeep a un milione e novecentomila vetture». Per quanto riguarda la Russia, Marchionne ha precisato: «Ci siamo calmati un attimo, quando si calmeranno le acque decideremo cosa fare». Anche per quanto riguarda la collaborazione con la Renault non sono alle porte ulteriori sviluppi. Per il momento ci si limita alla produzione del nuovo veicolo leggero che assomiglierà molto allo Scudo e che completerà la gamma Fiat.