Ma la “tagliola” potrebbe non bastare per arrivare al voto entro l’8 agosto

Il contingentamento dei tempi, annunciato in Senato per l’esame delle riforme, non garantisce che le votazioni degli emendamenti sul contestato testo si esauriscano effettivamente l’8 agosto. E’ quanto si evince da una lettura del regolamento del Senato. Le votazioni sul testo vanno infatti effettuate tutte e comunque, anche se i senatori non potranno intervenire nel merito. E considerata la mole di emendamenti presentati, non è assolutamente detto che la scadenza dell’8 agosto possa essere effettivamente rispettata: basta che i senatori di opposizione chiedano a raffica la verifica del numero legale o sollevino incidenti procedurali perché i tempi si dilatino a dismisura.

Ai disegni di legge di riforma costituzionale non è applicabile la “ghigliottina”, che consiste tecnicamente nella facoltà di porre in votazione un provvedimento all’ora ed alla data stabilita dal presidente dell’Assemblea. Di conseguenza, tutte le votazioni vanno comunque effettuate. Una volta esauriti i tempi per gli interventi, dunque, si voterà a raffica. Tuttavia, per ogni votazione è possibile far perdere tempo: basta, ad esempio che venga chiesta la verifica del numero legale con la relativa controprova, oppure che si sollevino incidenti procedurali, come la richiesta di votare gli emendamenti per parti separate o scorporando norme. Espedienti a cui sicuramente l’opposizione ricorrerà.