L’incontro Renzi-Berlusconi fa infuriare Grillo: paletti e “bombe” contro il Pd sulla legge elettorale

L’asse M5S-Pd, già fragilissimo, subisce un brusco stop con il no del leader dei Cinquestelle all’intesa sulla legge elettorale. Beppe Grillo mostra subito il dente avvelenato contro Renzi e Berlusconi, che in mattinata avevano confermato l’accordo sulle riforme, e si mette di traverso, arrivando a sorpresa alla Camera. L’incontro con Pd e il premier ci sarà lunedì ma lui fa subito sapere che la strada sarà tutta in salita.«La loro legge ha dei caratteri incostituzionali – ha detto – Noi vogliamo le preferenze e abbiamo fatto una cosa nei confini della Costituzione». Dopo una riunione al Senato con i pentastellati, laddove si sta giocando la partita delle riforme, Grillo ha fatto un blitz anche alla Camera. Il suo arrivo in taxi è stato contornato da strattoni, abbracci e telecamere volati a pochi centimetri dalla sua testa. Molti i giornalisti in attesa ma lui li ha ”bruciati” tutti scendendo di corsa da taxi e con una discesa con sfondamento da rugby e si è infilato nel portone. Una visita veloce. Quanto basta per mandare in tilt i suoi deputati, che avevano provato a tessere una tela con Renzi Poi lasciando Montecitorio Grillo si è esibito nel classico show: «Da Renzi? Va chi c’era al primo incontro. Lunedì, non vado perché sono emotivo…». E poi ancora: «Togliamoci l’idea che questo paese sia democratico. Con questo sistema non ci sono speranze». Già in mattinata aveva mostrato con un post di non aver digerito il faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi: «Il presidente del Consiglio Renzi nonostante i ripetuti solleciti della delegazione del M5S non ha ancora fatto sapere quando li incontrerà per discutere della legge elettorale. Nel frattempo stamattina sta incontrando a Palazzo Chigi il Noto Pregiudicato, accompagnato da Gianni Letta, per discutere delle “riforme”». Nel pomeriggio ha rincarato la dose: «Renzi è un po’ boriosetto. Forse ci crede ma è usato dai poteri forti. Vi ricordate Scajola? Renzi è andato un po’ oltre l’inconsapevolezza. Non so se mi fido». E poi la battuta sul movimento: «Ma quali spaccature? Siamo molto più coesi di altri partiti».