Lettera aperta di Berlusconi al centrodestra: «Ripartiamo dal basso, poi discuteremo di leadership»

L’appello alla riunificazione del centrodestra per dar vita a un nuovo progetto politico arriva dalle colonne amiche del Giornale,  con toni concilianti rispetto ai vecchi e nuovi possibili alleati ma anche di competizione nei confronti di quel Renzi con cui tratta sulle riforme. Silvio Berlusconi, in una lettera aperta, invita il centrodestra a guardare avanti, come si sforza di fare egli stesso dopo aver incassato l’assoluzione al processo Ruby e nonostante l’interdizione per altri cinque anni. «Oggi non si tratta di tornare al passato: la situazione è profondamente mutata, diverse e più pressanti sono le attese degli elettori, è cambiata l’offerta politica per effetto della nascita di un fenomeno distruttivo come Grillo, ma anche e soprattutto in conseguenza della diversa caratterizzazione che Renzi ha dato al maggior partito della sinistra italiana». Però, spiega Berlusconi, «sono convinto che sia giunto il momento di riprendere, per gradi e nel rispetto delle storie di ciascuno, la strada per costruire non un cartello elettorale, che non servirebbe a nulla, ma una piattaforma politica comune in vista delle prossime scadenze elettorali». Il leader di Forza Italia dice no alle ”sommatorie numeriche” e fa un appello per ”ricominciare senza rivendicare primogeniture, non da un accordo fra vertici di partiti, ma dal basso”. «So benissimo che fra noi ci sono delle differenze, anche significative, di linguaggio, di metodo e di contenuti. È naturale che sia così: non siamo lo stesso partito e non immaginiamo di diventarlo», rileva Berlusconi. «Tuttavia queste differenze non escludono un minimo comun denominatore, che è il nostro tratto distintivo rispetto alla sinistra: la centralità della persona, dell’uomo, del cittadino rispetto allo Stato, la richiesta pressante di uno Stato più leggero e quindi anche più efficiente, che imponga meno tasse e meno burocrazia e garantisca più libertà. ‘Tutto il resto, contenuti specifici, linguaggi, insediamenti elettorali, è importante ma viene dopo. E ancora dopo – sottolinea Berlusconi – vengono le questioni di leadership, di candidature,di liste o di organigrammi. Questo è il punto d’arrivo, non quello di partenza, di un percorso lungo e graduale, che abbiamo il dovere di intraprendere».