Le Borse sbandano: Milano maglia nera. Fanno paura le previsioni della Bundesbank

Le Borse europee sbandano in scia all’allarme lanciato dalla Bundesbank, la banca centrale tedesca, che stima per la Germania una fase di stagnazione nel secondo trimestre. L’annuncio, sommato alle tensioni geopolitiche già in atto sia in Ucraina che in Medioriente, ha trascinato al ribasso tutti i mercati con Milano (-1,48%) che è stata la peggiore al fianco di Francoforte (-1,11%). Non ha aiutato inoltre Wall Street, dove i principali indici, a qualche ora dall’apertura, viaggiavano in territorio negativo (Dow Jones -0,50%). In particolare, sui mercati occidentali si è guardato con attenzione alle sanzioni che l’Unione europea e gli Usa hanno deciso ai danni della Russia in seguito al disastro aereo in Ucraina. Multe che hanno creato un effetto domino sulle aziende che commerciano col Paese di Putin. «La mancanza di dati macro – ha commentato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG –  ha tenuto l’attenzione degli operatori incentrata sulla situazione in Ucraina e in Medio Oriente. Nonostante i cali di Borsa, non abbiamo assistito a una vera e propria fuga verso asset più sicuri come accaduto nelle ultime sedute. La sensazione è che gli operatori abbiano preferito uscire dal mercato azionario e rimanere in attesa dell’evoluzione degli eventi. I volumi particolarmente bassi ne sono una conferma». Tirando le somme quindi lo Stoxx 600, indice che sintetizza l’andamento dei mercati europei, ha perso lo 0,50%. Cali più contenuti rispetto a Milano e Francoforte si sono registrati su Londra (-0,30%), Parigi (-0,70%) e Madrid (-0,43%). In decisa flessione l’industria del turismo con la compagnia Air France-Klm che ha perso il 3,9% e l’operaotre Tui il 3,7%. Ancora vendite in Portogallo per la crisi del Banco Espirito Santo che ha perso un altro 6,4%, in vista di un aumento di capitale rivolto al mercato necessario per rafforzare il capitale. Il settore del credito ha perso quota anche a Piazza Affari con Intesa Sanpaolo e UniCredit in calo, rispettivamente, dell’1,87% e del 2,22%. Più stabile del mercato azionario, invece, è stato quello dei titoli di Stato con lo spread sul Bund tedesco che ha oscillato intorno ai 162 punti, toccando un minimo di seduta a 160 punti base. Tra le valute, la seduta è stata caratterizzata da movimenti piuttosto contenuti. Gli spunti più interessanti sono arrivati dai cambi contro il rublo con la valuta russa sotto pressione.