L’avvocato Taormina: «La Franzoni può lavorare. Bene, allora mi paghi»

Da qualche giorno è tornata a casa Annamaria Franzoni, la donna  condannata in via definitiva per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi, che dopo sei anni di carcere sconterà il resto della pena agli arresti domiciliari a Bologna. La notizia, come è comprensibile,  ha diviso la popolazione ed è stata commentata anche da una persona che ha

avuto dei rapporti lavorativi con Annamaria Franzoni. Si tratta dell’avvocato Carlo Taormina. «È stato giusto far uscire la Franzoni, da lei aspetto ancora i soldi della parcella. Se è uscita, lavora, e può guadagnare», ha detto l’ ex legale della famiglia Franzoni, a La Zanzara su Radio 24. L’ex deputato ha in corso a Bologna una causa civile proprio contro la Franzoni e il marito Stefano Lorenzi: ha chiesto la condanna a saldare onorari per 771mila euro «Sei anni – dice Taormina – non sono pochi. E gli altri che passeranno saranno ai domiciliari con la limitazione che non potrà uscire da Bologna. Lo vedremo – aggiunge – se non riavrò quei soldi. Ora mi può pagare meglio, ha quattro ore di libertà al giorno per poter lavorare. Erano 800mila euro, ma siamo arrivati vicini al milione di euro con gli interessi. E’ tutto nelle mani dei magistrati».

Annamaria Franzoni, condannata a 16 anni, è uscita dal carcere della Dozza nei giorni scorsi, dopo aver chiesto e ottenuto i domiciliari e da tempo ha il permesso di lavorare in una cooperativa sociale. Il provvedimento, articolato e ampiamente motivato, è stato deciso dopo le valutazioni sul supplemento di perizia redatto dal professor Augusto Balloni. Si parlava per la Franzoni di una residuale pericolosità sociale che può comunque essere contenuta grazie all’apporto della famiglia e con una terapia psichiatrica di sostegno.