La nascita delle imprese torna a crescere ma ci sono oltre 44 fallimenti al giorno, festività comprese

«Siamo in momento estremamente delicato in cui deve essere prestata la massima attenzione alle politiche che possono aiutare o penalizzare i progetti di vita di migliaia di italiani che credono nell’impresa e che hanno bisogno di essere accompagnati, sostenuti, favoriti». Lo ha affermato Ferruccio Dardanello, a fronte del saldo positivo registrato dalle imprese del secondo trimestre 2014, nel precisare che solo in questo modo si può ridare lavoro a chi lo ha perso o una chance ai giovani che lo cercano. Tra aprile e giugno, infatti,  – secondo quanto certifica Movimprese -Unioncamere – sono nate 36mila imprese, 1 su 3 al Sud, 9.619 in più rispetto al secondo trimestre del 2013 (+37%). Un saldo positivo tra natalità e mortalità che conferma che le premesse per la ripresa ci sono, ma vanno abbattuti i vincoli che impediscono alla nostra economia di decollare. Primo fra tutti il fisco e la burocrazia.  In recupero artigianato, commercio e costruzioni. Restano però elevate le aperture di fallimenti: 44 al giorno. Secondo l’anagrafe delle imprese tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 97mila domande di iscrizione, dato più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 10 anni, a fronte di poco più di 61mila richieste di cancellazione da parte delle esistenti (solo nel 2010 le chiusure furono inferiori). La crescita in termini percentuali è stata dello 0,59% (contro lo 0,43% del secondo trimestre 2013), attestandosi a 6.039.837 unità, di cui 1.390.774 artigiane. Il saldo maggiore, in termini assoluti, si registra al Sud (12.106 imprese in più), in termini relativi, invece, al Centro (+0,70%). A livello settoriale, si registrano 10.813 imprese in più nel commercio, 6.055 nella ristorazione e alloggio, 3.523 nei servizi alle imprese; in ripresa anche costruzioni (+2.875 unità) e attività manifatturiere (+1.155). Quanto alla forma giuridica gran ritorno per le imprese individuali, 16.103, il doppio rispetto allo scorso anno, pari al 45% del totale, di cui oltre il 50% italiane. Note positive ma anche qualche campanello di allarme, in un anno, infatti, sono aumentate del 15,5% le aperture di procedure fallimentari: la scorsa primavera 4.044 imprese hanno portato i libri in tribunale, 44 imprese al giorno sabato e domenica inclusi. «La crisi pesa ancora sulla vitalità del sistema produttivo italiano – commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – ma, seppur con fatica, il tessuto imprenditoriale reagisce e torna a crescere». Governo permettendo.