La Milano “matrigna” di Pisapia, primatista in tasse e rincari. A pagare il conto, bambini, giovani, anziani

Un primato nazionale solo per multe e aumenti delle tasse cittadine. È il “sogno arancione, bellezza! Che malinconico record per Milano. In tre anni di Giunta Pisapia le tasse sono più che raddoppiate insieme alla rabbia dei milanesi che verseranno nel 2014 circa 770 milioni di euro in più rispetto all’ultimo Bilancio firmato nel 2010 da Letizia Moratti. Nel 2013 le entrate fiscali hanno raggiunto quota 1.166 milioni, quest’anno addirittura 1.342 milioni. Quando conquistò Milano nel 2011, promise di «non essere qui ad aumentare le tasse ai cittadini, ma per aiutare le fasce più deboli». Ma ora con le “stangate” delle tasse comunali tutti i milanesi sono un po’ più “deboli” e imbufaliti. Il “sogno arancione” naufraga in un bombardamento fiscale che rende più costosi i servizi. A farne le spese anziani, giovani, bambini. Ne sa qualcosa la coordinatrice di Forza Italia Lombardia, Mariastella Gelmini, che ha diffuso alcuni dati che confutano certa “buona stampa” di cui gode Pisapia. «Milano è diventata una città sporca, insicura, triste. Le “vie della paura” si moltiplicano: ultimo caso quello di via Cavezzali». La Gelmini punta il dito sui servizi indispensabili alle famiglie, dai posti al nido ai Giochi serali, che vengono tagliati: 1169 bambini non hanno ancora un posto nella Scuola dell’infanzia, a causa della scelta di tagliare le convenzioni coi privati. Per iscriversi ai Giochi serali con la nuova modalità tariffata (e rincarata) il Comune ha avvisato via email pochi giorni prima della scadenza, costringendo ai salti mortali le famiglie ignare. Senza contare che a settembre raddoppierà la tassa di iscrizione per chi deve lasciare i bimbi al pre e dopo scuola. Più costoso portare i figli ai Musei: persino il minuscolo acquario civico costa 5 euro per gli adulti e 3 per i ridotti: 16 euro per una famiglia con due figli.
A fronte dei rincari – non ultimo il costo delle multe, più esoso che nel resto d’Italia – cosa fa Pisapia? Ristruttura il palazzo comunale di via Pirelli: ma il sindaco  ha rifiutato la permuta con un gruppo privato, scegliendo di ristrutturare in proprio un palazzo che cade a pezzi. Morale, spesa per i milanesi: 60 milioni. Prendiamo il capitolo Irpef. Fino al 2010 i milanesi non pagavano un euro, la Giunta ha reintrodotto l’imposta nel 2011 e da allora gli aumenti sono stati continui e l’incasso è quasi triplicato (dai 62 milioni del 2012 ai 160,5 previsti quest’anno). L’addizionale è arrivata al massimo, lo 0,8 per mille, e l’esenzione è scesa da 33.500 a 21mila euro di reddito annuo. Non dimentichiamo che tra i primi atti di Pisapia ci fu l’aumento del biglietto per tram e metropolitana, da un euro a 1,5. Un anno fa è scattata la stangata sugli abbonamenti. Il mensile è passato da 30 a 35 euro, l’annuale da 300 a 330. Gli over 65 potevano viaggiare tutto l’anno pagando 170 euro; ora, se il reddito Isee supera i 20mila euro, sono costretti a versare 300 euro della pensione. Contorta anche la trasformazione di Ecopass, l’ingresso a pagamento in centro per i mezzi più inquinanti inventato dalla Moratti, in Area C. Appena insediato Pisapia ha cambiato il nome e il ticket è diventato una tassa sul traffico da 5 euro per tutti i veicoli. Bloccato in questi giorni da Forza Italia e Lega il tentativo di estenderlo anche alle auto a Gpl, metano e ibride che possono entrare gratis fino al 2017.  Costa più caro anche sostare in centro. Fino a un anno fa posteggiare sulle strisce a pagamento costava 2 euro all’ora, ma è scattato il rincaro a 3 euro all’ora dopo la seconda. Sparito anche il ticket domenicale: i 2 euro per sostare cinque ore sono diventati 13. Vivere a Milano, insomma, tartassati e scontenti.