La crisi morde ma nella Milano dell’“arancione” Pisapia le multe bastonano più che altrove

Milano capitale delle multe, le più salate d’Italia. La città governata da Pisapia è ben lontana dal risolvere i problemi di viabilità e di parcheggio e tuttavia non ha pietà per gli automobilisti, per chi ha bisogno di muoversi in macchina per lavorare, ma che per sopravvivere al caos cittadino a volte si trova a commettere infrazioni, a lasciare in sosta la macchina oltre l’orario del parchimetro, o un minuto di più in doppia fila. Per loro  non c’è pietà da parte della giunta arancione, le multe “bastonano”, sono le più care d’Italia, secondo una indagine pubblicata sul Sole 24 ore di oggi. La richiesta è massima, si arriva a 170 euro. La crisi delle famiglie, la disoccupazione giovanile mordono e le ricette messe in essere sono lontane dal dare benefici sostanziali, ma nel frattempo è più facile andare sul sicuro per fare cassa. Aumentare le multe, un’entrata sicura. Non stupisce, del resto, perché, la giunta di sinistra che amministra la città di stangate se ne intende. Non c’è infatti soltanto il non proprio ambito traguardo delle multe più salate a contraddistinguere l’attuale governance, ma nono le tasse nel loro complesso pagate dai milanesi al Comune ad essere più che raddoppiate in 4 anni: dal 2010 al 2014 il gettito fiscale comunale è aumentato di 770 milioni, fino a sfiorare il miliardo e 400 milioni di euro. Lo hanno calcolato il coordinamento comunale di Forza Italia e il gruppo consiliare milanese del movimento, aggiornando i dati già catastrofici (e mai smentiti dal Palazzo Marino) degli anni scorsi. I dati sono stati resi noti un mese fa ed emerge una aumentata  spremitura dei contribuenti, persone fisiche e aziende. Intanto il consuntivo del 2013 parla di un aumento della spesa di 290 milioni. Il principio de “tassa e spendi” pare tra l’altro che non stia invertendo la spirale recessiva, anzi. “Milano Buon Giorno” recitavano i manifesti elettorali di Pisapia nel 2011. I milanesi l’hanno scelto anche sull’onda nazionale dell’antiberlusconismo. Oggi, dopo 3 anni e mezzo, i milanesi, soprattutto gli automobilisti  non ne possono più.