La bella Ségolène fa le pulci all’Italia. Col solito birignao francese. Dovrebbe informarsi meglio

Quando si dice la grandeur. O il birignao dei cugini d’Oltralpe, fate voi. Ségolène Royal nella sua nuova veste di ministro dell’Ambiente, nominata dall’ex compagno di una vita François Hollande, fa la voce grossa con l’Italia accusata, da che pulpito, di non essere sufficientemente attenta alla salvaguardia ambientale delle coste francesi durante il passaggio della Concordia al largo della Corsica. Per la serie “questi italiani spaghetti e mandolino che non cambiano mai”. E poco interessa alla disinformata ministra di provata fede socialista, nota alle cronache di tutto il mondo per essere stata sconfitta alle presidenziali del 2007 contro Nicolas Sarkozy, che l’operazione per rimuovere il relitto della Costa Concordia verrà realizzata in regime di massima sicurezza. «È senza dubbio la sfida più difficile della mia vita, professionalmente la più complicata», ha detto il capitano Nick Sloane incaricato di dirigere i lavori. Il vento di scirocco – ha spiegato – ci ha costretto la notte scorsa a interrompere il lavoro «perché abbiamo delle grosse gru che oscillavano troppo, ma il vento in sé non rappresenta un problema per la nave. Per il viaggio verso Genova sarà importante controllare il meteo. Fino alla punta nord della Corsica non dovrebbero esserci problemi perché, in caso di bisogno, avremo diversi punti per metterci al riparo, ma dopo saremo in mare aperto e quelle 48 ore saranno le più difficili, mi preoccupa soprattutto di conoscere bene le condizioni del tempo». La bella Ségolène è troppo impegnata a salvare l’immagine sempre più opaca di monsieur le president, ormai definitivamente uscito dal cuore dei francesi, per poter fare il suo lavoro come si deve e informarsi sullo stato dell’arte del trasferimento della nostra nave dall’isola del Giglio. «Ho spiegato di persona al ministro Royal – ha dichiarato il paziente Gianluca Galletti – che sull’operazione Concordia ci sono prescrizioni inflessibili e stringenti da parte del ministero dell’Ambiente italiano. I controlli del programma sono costanti e rigorosi. Il ministro Royal può essere sicura di una cosa, la sicurezza ambientale del Tirreno sta a cuore innanzitutto a noi, all’Italia che ha pagato il prezzo altissimo di quella tragedia». La splendida isola “francese” (ma italiana a tutti gli effetti) con le sue Dolomiti sul mare merita certamente la difesa a oltranza delle sue coste. Non merita invece le strumentalizzazioni di Parigi e dell’Eliseo. «Ho ottenuto i documenti, le misure di precauzione attuate relativamente allo spostamento della Costa Concordia dal ministro dell’Ambiente italiano», ha twittato la Royal. Che si sia placata?