La Bbc: accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco. Ma Gaza nega e annuncia nuove proposte

A piccoli passi verso una tregua. Secondo la Bbc, l’accordo addirittura sembrava già raggiunto con Israele e Hamas favorevoli ad un cessate il fuoco con effetto dalle 6 di venerdì, le 5 del mattino in Italia. Poi da Gaza è arrivato lo stop. Con la notizia che Hamas presenterà sue proposte precise da sottoporre alla Lega araba, all’Egitto e all’Onu. Dopo almeno 230 morti e circa 1700 feriti sul versante palestinese e un solo morto, qualche ferito più, una paura infinita per il costante solcare di razzi sul lato ebraico, le parti hanno convenuto che è forse ora di provare davvero a trovare una soluzione negoziata. Soluzione che ovviamente non può prescindere dalla tutela delle ragioni di Israele né dalla consapevolezza della realtà rappresentata dai verdi miliziani di Hamas. In sostanza, quanto accaduto sino ad oggi ha solo portato altri lutti, altre sofferenze altre lacrime e sangue, ma nulla di nuovo, di certo, di definitivo. Nulla che ancora possa far pensare ad una pace duratura. Ad una soluzione concordata e definitiva. Di certo ci sono quei poveri bambini vittime innocenti di quest’ultima guerra. A cominciare da quelli che, intenti a giocare sulla spiaggia, sono stati falciati dall’artiglieria israeliana. E ci sono le scuse che il presidente Perez ha voluto subito porgere ai nemici. Ma di certo c’è pure l’odio con cui Hamas persegue i suoi obiettivi propagandistici e politici. Cominciando da quel lancio continuo di razzi verso le città israeliane che fa vivere nel terrore gli abitanti e dai blitz che regolarmente il suo braccio armato pianifica. Come il tentativo sventato dai soldati della stella di David, quando un gruppo di almeno tredici miliziani, dopo aver scavato un tunnel sin nelle vicinanze del kibbutz di Sufa, si prefiggevano di  portare la guerra nelle case degli ebrei confinanti con la Striscia. Si attende adesso che le armi tacciano. Che la vita riprenda la sua normalità. Per la soluzione della annosa crisi in Medio Oriente ci sarà ancora tempo. E ci vorrà ancora tanta diplomazia e tanta buona volontà. Perché il sangue chiama sempre altro sangue e per fermarne l’escalation serve invece ragionevolezza e serietà. Non è mai stato così da quelle parti. Ma, chissà, magari è questa la volta buona. Almeno per cominciare.