Juncker eletto presidente, prima doccia fredda sul governo italiano: «La Mogherini? Non ha i voti»

Con 422 voti a favore e 250 contrari, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato la nomina di Jean Claude Juncker a presidente della Commissione europea. La maggioranza richiesta era di 376 sì. Contro hanno votato i gruppi del fronte euroscettico, dall’Ukip di Nigel Farage al Fn di Marine Le Pen, ma anche il Partito socialista spagnolo, nonostante l’accordo trovato tra Popolari e Socialisti a sostegno del lussemburghese.

«È il padre delle politiche di austerità», ha scritto su twitter Pedro Sanchez, il leader del Psoe, dando l’annuncio e la spiegazione del no. Juncker aveva ottenuto, già dal momento in cui era stato designato, anche l’appoggio di Matteo Renzi. Nella composizione della Commissione, però, il neo-presidente non appare affatto disposto a spendersi per andare incontro ai desiderata del premier italiano, che vorrebbe Federica Mogherini nel ruolo chiave di ministro degli Esteri europeo, anche – secondo gli analisti – per rimettere mano alla composizione del governo nazionale. Juncker, attraverso fonti a lui vicine, ha fatto sapere di considerarla «un buon candidato», ma ha anche sottolineato che non ha i numeri. Sullo sfondo c’è l’ostilità dei Paesi dell’Est che considerano la titolare della Farnesina troppo vicina a Mosca. «Ha dieci-undici Paesi contro», è stato fatto trapelare da Juncker. La questione della nomina dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, come ricordato oggi dal sottosegretario agli Esteri Sandro Gozi, faceva parte dell’accordo per l’elezione del nuovo presidente della Commissione. «Juncker fa parte di un accordo in cui l’Alto Rappresentante va ai socialisti»,  ha detto l’esponente del governo, sottolineando che il sostegno dei leader socialisti «è stato confermato anche sabato nei contatti che i leader hanno preso». «Juncker è stato designato a maggioranza. A noi nessuno ha mai fatto obiezioni, se ci fossero vorrà dire che anche l’Alto rappresentante sarà designato a maggioranza», ha proseguito Gozi, ma la conta si prospetta molto rischiosa.