Crescere i figli è un lusso per pochi. Aumentano del 10% in dieci anni le famiglie senza prole

Con la crisi e il rischio povertà dietro l’angolo crescere un figlio è un lusso per pochi. Non sorprende, quindi, la fotografia scattata dall’Istat che certifica la bassa la propensione ad avere figli. In dieci anni sono aumentate del 10% le famiglie italiane senza figli, rileva l’istituto di statistica in un approfondimento sui nuclei familiari, che confronta i dati dei censimenti del 2001 e del 2011. Al censimento del 2011 le famiglie italiane erano 24.611.766, di cui 7.667.305 formate da una persona sola e 3.304.078 da famiglie non unipersonali senza vincolo di coppia. Rispetto al censimento del 2001 si confermano le tendenze: diminuiscono le coppie con figli e crescono le coppie senza figli e i nuclei monogenitore. L’aumento del 10%, in dieci anni, delle famiglie senza figli non sorprende Federconsumatori: «È da tempo che denunciamo i costi proibitivi relativi al mantenimento di un figlio», afferma l’associazione che in un’indagine rileva come per una famiglia con reddito disponibile netto di 34.000 euro all’anno crescere un figlio fino alla maggiore età costa mediamente 171.000 euro. Particolarmente proibitive le spese relative al primo anno di vita di un bambino, che nel 2014 variano da 6.766,90 a 14.427,73 euro. Costi, sottolineano, che fanno ben capire come avere un figlio, oggi in Italia, sia diventato un vero e proprio lusso per pochi. I servizi e i sussidi offerti dagli enti locali – affermano – sono pressoché inesistenti: basti pensare agli asili nido. È evidente che, di fronte a questa situazione e alla crescente difficoltà economica delle famiglie (il cui potere di acquisto è diminuito del -13,4% dal 2008 ad oggi), sono sempre di più le coppie che rinunciano ad avere un figlio. «Senza lavoro, senza casa, senza prospettive, anche solo ipotizzare di avere un bambino sta diventando una vera e propria utopia. Per questo è necessario agire con serietà per restituire, è proprio il caso di dirlo, un futuro al nostro Paese – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori. Il primo passo da fare, concludono, è l’avvio di un piano straordinario per rilanciare l’occupazione giovanile. Restituire speranze e opportunità ai giovani, dando loro un reddito certo e mettendoli in condizione di progettare un futuro è il presupposto fondamentale per la ripresa, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale.