Israele, i funerali dei tre ragazzi. L’ira di Netanyahu: «Hamas deve pagare»

Si svolgeranno nelle prossime ore, nel cimitero di Modin – a circa trenta Km da Tel Aviv – i funerali di Ghilad Shaar, Eyal Yifrach e Naftali Frenkel, i tre ragazzi israeliani rapiti il 12 giugno scorso e poi uccisi in Cisgiordania. Prima però sono previste cerimonie commemorative in ogni comunità di origine dei tre: Elad, nel centro di Israele, per Eyal Yifrach, Talmon, in Cisgiordania, per Gilad Shaar, e Nof Ayalon, anche questo nel centro di Israele, per Naftali Fraenkel. La bandiera con la stella di David sventola ovunque a mezz’asta. Israele è a lutto mentre prosegue senza soste la caccia ai presunti assassini, Marwan Kawasmeh e Amar Abu Ayshe, estremisti di Hamas. Il gabinetto di sicurezza israeliano, riunito d’urgenza subito dopo il ritrovamento del corpo dei tre ragazzi, ha deciso la demolizione delle loro case.

La tensione è altissima: l’aviazione israeliana ha attaccato 34 obiettivi di Hamas a sud di Gaza. In Cisgiordania, a Jenin, lunedì notte  soldati israeliani hanno ucciso un giovane palestinese che, secondo fonti militari, aveva scagliato contro di loro un ordigno. Il rischio che la situazione possa sfuggire di mano è testimoniata, tra l’altro, dai messaggi diffusi da coloni oltranzisti della Cisgiordania in cui esortano a vendicare i tre ragazzi. L’esercito israeliano è impegnato ad impedire qualsiasi ritorsione di estremisti ebrei contro palestinesi. L’azione militare è per ora concentrata nella zona di Hebron, ma la tensione resta elevata in tutta la Striscia di Gaza. I miliziani palestinesi sono tornati a sparare razzi verso la città israeliana di Ashqelon. Un razzo lanciato da Gaza è caduto in un campo aperto vicino Sderot in Israele, senza causare né vittime né danni. Poco prima – riferiscono i media – nella zona sono risuonate le sirene di allarme.

Finora il Consiglio di difesa del governo israeliano non ha adottato decisioni operative. Sono previste ulteriori consultazioni all’interno del governo. Il premier Netanyahu ha accusato Hamas. “La pagherà”, ha dichiarato, mentre per il viceministro della Difesa “sarà la fine di Hamas”. Altrettanto dura la replica del movimento islamico: “Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell’inferno”.

L’escalation in terra israeliana non lascia indifferente la politica italiana. Parole di accorata solidarietà verso lo Stato di Israele e verso le famiglie dei tre ragazzi uccisi sono giunte dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: “Non ci sono parole di fronte al brutale assassinio di tre ragazzi. Non ci si può credere! Sono, siamo annichiliti. Piangiamo, soffriamo con le loro madri. Con tutte le madri di Israele. Forza Israele, siamo ancora di più con te”. Per il sottosegretario alle Politiche europee, Sandro Gozi, del Pd, “la situazione è molto preoccupante. Tutta la comunità internazionale deve impegnarsi perché non ci sia escalation eccessiva che ci fa ritornare ancora indietro nei rapporti tra israeliani e palestinesi”.