Intesa a Vienna sul nucleare iraniano. La validità dell’accordo provvisorio prolungata fino a novembre

Quando ormai sembrava che non ci fossero più spiragli, i Paesi del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) e l’Iran hanno raggiunto un accordo per prolungare fino al 24 novembre i termini dell’accordo provvisorio di Ginevra sul programma nucleare di Teheran. L’annuncio è arrivato da Vienna in tarda serata da una fonte diplomatica: c’è l’accordo, è stato fatto sapere senza fornire ulteriori dettagli. I colloqui dei giorni scorsi a Vienna sembravano ad uno stallo e la scadenza era vicina. Ma ad inizio settimana, Usa e Iran avevano già lasciato intendere che un rinvio della scadenza del 20 luglio era possibile dopo intense discussioni a Vienna tra il Segretario di Stato Usa John Kerry e il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif. Lo stesso presidente Usa Barack Obama, aveva fatto capire che i colloqui potevano essere estesi in quanto «l’Iran ha mantenuto le promesse sul proprio programma nucleare negli ultimi sei mesi». Dopo l’accordo provvisorio di sei mesi raggiunto a Ginevra nel novembre del 2013, (che prevedeva l’allentamento delle sanzioni contro l’Iran, in cambio della neutralizzazione dell’arsenale di uranio arricchito di oltre il 20%), le parti sembravano aver conciliato le loro posizioni su alcuni punti, in particolare sul reattore ad acqua pesante di Arak, sospettato di fornire plutonio necessario per la composizione della bomba atomica, e sull’aumento di ispettori ai siti nucleari iraniani. Le posizioni rimangono tuttavia distanti sul problema cruciale della capacità iraniana di arricchimento dell’uranio, che viene utilizzato nelle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica ma, se spinto a un livello elevato, anche per la fabbricazione della bomba atomica.