Induzione indebita: chiesta la sospensione del pm figlio del magistrato che ha condannato Berlusconi

La Procura di Brescia ha chiesto al gip la sospensione dal servizio, per due mesi, del pubblico ministero di Milano Ferdinando Esposito, figlio del giudice Antonio Esposito, il presidente del collegio della Cassazione che il primo agosto 2013 ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi a 4 anni per il caso Mediaset. Il pm milanese è indagato dai magistrati bresciani, competenti per i reati commessi dai loro colleghi milanesi, per il reato di induzione indebita. Sulla misura cautelare di interdittiva, secondo quanto rivela il “Corriere della Sera”, il gip di Brescia deciderà dopo aver sentito il pm in un interrogatorio fissato per il prossimo 6 agosto.
L’inchiesta nasce dall’esposto depositato alcuni mesi fa dall’avvocato piacentino Michele Morenghi, che in passato era amico del pm. Morenghi ha chiamato in causa il magistrato per una vicenda di prestiti non restituiti che però non hanno rilievo penale. Secondo l’accusa, invece, il pm avrebbe indotto indebitamente Morenghi a pagargli l’affitto di una casa a Milano, paventandogli la possibilità che l’attività, che l’avvocato aveva intenzione di aprire nel settore della commercializzazione di integratori alimentari, avrebbe potuto finire dentro qualche inchiesta. Morenghi, tra le altre cose, ha raccontato pure che il pm il 22 maggio del 2013 andò ad Arcore da Berlusconi. Secondo il quotidiano, Esposito avrebbe spiegato ai magistrati che lui in quell’occasione si era recato a Villa San Martino per discutere di un proprio impegno in politica o di un eventuale incarico al ministero della Giustizia.