Inconcludente per i due marò, ma promosso dall’Onu: Staffan de Mistura va in Siria

«L’Italia non mollerà mai i due marò. Puntiamo sulla loro immunità funzionale che sarà la nostra carta vincente». Così parlava nel luglio del 2012 l’allora sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura. Il governo Letta puntò tutto sul diplomatico che, come il mister Wolf di Pulp Fiction, avrebbe dovuto risolvere problemi. Due anni dopo, i problemi, come i marò, sono ancora lì. Ciononostante, de Mistura ha fatto carriera. Sarà infatti il nuovo inviato speciale Onu per la Siria: lo riferisce la tv panaraba al Arabiya citando fonti delle Nazioni Unite. Il diplomatico italo-svedese, già vice ministro degli esteri italiano, ha battuto la concorrenza di Celso Amorim, attuale ministro della difesa brasiliano, e dell’olandese Sigrid Kaag, capo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac). De Mistura, 67 anni, ha un curriculum di primo piano come mediatore di conflitti e rappresentante Onu in diversi contesti di guerra, come l’Afghanistan, l’Iraq, il Sudan e l’ex Jugoslavia. Ma la fama gli è stata consegnata dall’incarico di inviato del governo italiano per il caso marò. Con i risultati che tutti conosciamo. Su di lui sono piovute (invano) le critiche roventi dell’opposizione. «Non sappiamo in realtà cosa faccia de Mistura se non abbronzarsi visto che il destino dei marò è a oggi ancora sconosciuto», ironizzò intervenendo in Senato il vicepresidente del gruppo della Lega Nord Raffaele Volpi. Ironie giustificate dalle dichiarazioni del diplomatico italo-svedese, degne della rubrica “Le ultime parole famose”. Qualche esempio? Quando i due marò tornarono in Italia per passare le vacanze pasquali, fu lo stesso de Mistura a tranquillizzare i media. «La decisione di far rientrare i marò – disse il 21 marzo 2013 alla vigilia del ritorno in India dei nostri militari – era stata sospesa, ma poi abbiamo ricevuto un documento da un autorevole organismo indiano che ci ha convinto, da qui la decisione di procedere al ritorno dei marò». Un documento che, con il senno di poi, si è dimostrato carta straccia.  «I tempi non saranno lunghi», continuò a ripetere pure un anno fa. Da tempo Fratelli d’Italia ha preso una posizione netta contro il diplomatico, confermato nel suo incarico anche dal governo Renzi. A far traboccare il vaso, quanto accaduto nel Natale scorso, allorché de Mistura ha sconsigliato di chiedere una licenza ai due marò, definendola «controproducente». «Fratelli d’Italia chiede l’immediata sostituzione dell’inconcludente De Mistura – attaccò Giorgia Meloni – perché l’Italia non può continuare a subire questo ignobile oltraggio perpetrato ai suoi danni in piena violazione del diritto internazionale». Oggi è arrivata la rimozione-promozione. Lo attende il nuovo incarico a Damasco. Tanto i due marò possono attendere.