Il trionfo di Errani e Vinci a Wimbledon, una lezione per gli orfani di Balotelli & company

Mentre l’Italia pallonara è ancora in lutto per l’eliminazione dai mondiali brasiliani, lo sport azzurro mette in agenda una data storica. Per la prima volta l’Italia conquista il torneo di Wimbledon, il tempio del tennis. Lo fa grazie al doppio Sara Errani e Roberta Vinci. Mai prima d’ora (se si eccettua un’edizione juniores nel 1987 con Diego Nargiso) in 128 edizioni del torneo più prestigioso e famoso di questa disciplina, un atleta azzurro aveva ottenuto la vittoria. Non vi erano mai riusciti neppure Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, due campioni della racchetta che hanno scritto pagine gloriose del tennis azzurro. Ci sono riuscite due donne, due campionesse che entrano di diritto nella storia dello sport italiano. Hanno surclassato la coppia franco-ungherese Babos-Mladenovic, mai in partita, e vincono per la prima volta in carriera il torneo di doppio femminile a Wimbledon. Era l’unico Slam che ancora mancava nella loro ricchissima bacheca. Le azzurre, che ora possono fregiarsi del Career Grand Slam, si sono imposte sulle avversarie con un secco 6-1, 6-3 in 56 minuti dominando dall’inizio alla fine. Proprio nel tennis il gap tra femmine e maschi è diventato emblematico delle due velocità nello sport italiano: mentre gli uomini dell’Italtennis perdono posizioni in classifica, con la nazionale maschile costretta a galleggiare tra la serie A e la serie B in Coppa Davis, quella femminile trionfa ovunque. Emblematiche le quattro vittorie, tutte ottenute negli anni 2000, in FedCup, paragonabili ai campionati del mondo della racchetta. Ma i successi di Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone sono solo una cartina di tornasole della tendenza nazionale: anche negli altri sport le italiane lo fanno meglio, come confermano le medaglie alle recenti edizioni delle Olimpiadi (Pechino e Londra su tutti) dove le campionesse del nuoto come Alessia Filippi e Federica Pellegrini, quelle della scherma, della ginnastica, della canoa, della pallanuoto, ma anche di discipline meno prevedibili come taekwondo e judo, hanno segnato il sorpasso sui maschietti. E mentre l’Italia si angoscia per le meches di Balotelli e per le esternazioni di Buffon, l’altra metà del cielo (sportivo) ottiene risultati storici canta con orgoglio l’inno di Mameli e rende omaggio al tricolore come meglio non si può. Onore a voi, sorelle d’Italia.