I grillini hanno un nuovo eroe: Minzolini. Lo stesso che chiamavano “Lingua profonda”

Ci sono i rischi di un cesarismo? «Francamente, quando sento parlare di Renzi non mi sembra un Cesare, ma più che altro il Cesaretto della trattoria di via della Croce». Chi glielo avrebbe detto qualche anno fa ad Augusto Minzolini che per questa frase, pronunciata mercoledì mattina nell’aula di Palazzo Madama, sarebbe stato applaudito come una rockstar dai grillini. Se non ci credete andate a rileggere gli asettici resconti stenografici del Senato. («Applausi da Forza Italia-Pdl e M5S»). Sì, proprio quei grillini che, per anni, hanno combattuto il senatore berlusconiano ai tempi in cui era direttore del Tg1. Sul blog di Beppe Grillo erano fioccati insulti pesantissimi. «Augusto Minzolini, direttore del Tg1, è un’ottima ragione per disdettare il canone. Se qualcuno ci tiene a farsi prendere per il culo è meglio scegliere l’originale Mediaset. Va compatito, è affetto da minzolinismo, una nuova e più acuta forma di leccaculismo». Correva il giugno 2009, da Bari arrivavano le prime indiscrezioni sulle rivelazioni di Patrizia D’Addario. Minzolini era accusato di censurare le notizie. Un anno dopo, Minzolini non veniva trattato molto meglio: «Minzolini lingua profonda – attaccava Grillo – è la migliore ragione per disdettare il canone». Quattro anni dopo è sbocciato l’amore. È vero che quattro anni in politica, sono un’era mesozoica, tanto da stemperare gli odi far sbocciare insospettabili affinità elettive ideali. Galeotta è stata la battaglia contro la riforma elettorale: Minzolini e la pattuglia dei parlamentari M5S si sono ritrovati idealmente a braccetto. Basta leggere i tweet di Minzolini per cogliere il fastidio per le strategie dei berlusconiani in Parlamento e fuori. «Leggere di questi tempi Il Giornale su Renzi e Napolitano – twitta l’ex Direttorissimo – viene quasi da ridere: l’informazione di centrodestra o è sboccata, o è sottomessa». Per il senatore azzurro le battaglie vanno invece combattute con il randello e lo sberleffo, alla maniera dei grillini. Da qui la consonanza proprio con i suoi più acerrimi nemici. Così l’ironia sui Social network si spreca e talvolta va a segno in maniera perfida. Basta leggere cosa scrive su Twitter l’alter ego comico del premier, “Renzo Mattei”: «Sono preoccupato. Il M5S ha trovato un nuovo grande leader carismatico: Augusto Minzolini».