Grillo prepara le “guerriglie democratiche” contro Renzi: «Non si cambia la Costituzione ad agosto»

Arrivano le “guerriglie democratiche” contro per riforme renziane. Dopo le guerriglie metropolitane targate anni ’70, le bande chiodate di cossighiana memoria e le convergenze parallele firmate Aldo Moro, arrivano ora le guerriglie non violente. La formula è di Beppe Grillo che, quanto a fantasia e a giugulare gonfia, non è secondo a nessuno. «Ci organizzeremo con qualcosa, sicuramente. Qualcosa faremo. Questa è una guerra, quindi faremo delle guerriglie democratiche – ha detto il leader dei Cinquestelle alla vigilia della ripresa delle votazioni al Senato – andiamo avanti con la legge elettorale. Non c’è in gioco solo un dialogo, c’è in gioco la democrazia». Arrivando ai gruppi parlamentari per l’incontro con i suoi, l’ex comico ha confermato il no “senza se e senza ma” al pacchetto di riforme costituzionali, a partire da quella del Senato, confezionato da Palazzo Chigi. Il premier (che ha una gran fretta di chiudere la partita per esibire di fronte agli italiani la faccia bella del salvatore della patria) non è un interlocutore credibile. «Con il Partito democratico c’è un confronto sulla legge elettorale – ha detto ancora Grillo ai cronisti lasciando l’albergo al centro di Roma – ma sia chiaro che noi non ci faremo prendere in giro». Il leader di M5s ha ribadito le sue richieste: un Senato elettivo, il dimezzamento del numero dei parlamentari anche alla Camera e l’introduzione del voto di preferenza. La questione è seria ed è per questo che «è inaccettabile la fretta di Renzi sulle riforme che vuole cambiare la Costituzione a tutti i costi nel mese di agosto». E giù parole dure contro chi vuole imporre senatori eletti dalla politica calpestando i diritti dei cittadini. «Il 75% degli italiani chiede di votare i senatori. Renzi e Berlusconi li vogliono far eleggere dalla casta». Insomma, «Renzi impone, M5s propone» è il nuovo slogan pentastellato.