Gratis sul web tutti gli articoli dell’archivio: il “New Yorker” cambia strategia per monetizzare il successo dell’on line

Chissà se potrebbe essere un esempio esportabile anche da noi? In un’epoca di crisi di quotidiani e magazine e di chiusure annunciate si distingue oltreoceano la “lunga estate gratis” del New Yorker, il più esclusivo e intellettuale dei settimanali americani che ha deciso di cambiar pelle e strategia per offrire gratis ai lettoriper tre mesi tutti i suoi contenuti: dagli articoli della versione a stampa, al sito web all’archivio storico. Tutto insomma senza sborsare un dollaro. Una scorpacciata digitale. Ogni articolo o racconto pubblicato dal 2007, più una selezione dei maggiori successi che hanno fatto grande la rivista dei salotti culturali di New York: come quando Hannah Arendt nel 1993 scrisse dal processo Eichmann a Gerusalemme coniando la frase “banalità del male”, o Seymour Hersch nel 2004 denunciò le torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib in Iraq. “Aperta” e gratis anche la storica intervista di Truman Capote a Marlon Brando: risale al 1957, proprio quando entrambi stavano per avere il loro momento di gloria. Questa scorpacciata di pezzi gratuiti cesserà però a settembre, quando tutto cambierà: la rivista, il cui simbolo è la silhouette edoardiana di Eustace Tilly a caccia di farfalle, alzerà il “firewall”: il modello è un sistema di abbonamento a pagamento ispirato a quello del “New York Times”. Questo perché anche il New Yorker, con i suoi 90 anni di storia compiuti lo scorso febbraio, ha capito che il futuro è digitale. «La stampa continua ad avere i suoi vantaggi: provate a arrotolare un tablet e non lasciatelo cadere troppo spesso per terra. Ma la versione online permette una immediatezza che la rivista di carta non ha, di reagire agli eventi quando abbiamo qualcosa da dire, di offrire podcast, video, grafici interattivi, gallerie di foto e cartoon».

Tutto questo si paga e il New Yorker non ha ancora specificato quanti pezzi permetterà di leggere senza pagare né quale sarà la scala dei nuovi abbonamenti. I tre mesi gratis permetteranno non solo di “pescare” nuovi lettori, ma anche di studiarne la demografia, capirne i gusti e le abitudini di spesa, farli “affezionare” alla testata. La mossa sottolinea come il settimanale abbia ormai un grande successo nella sua versione digitale, tanto che l’editore ha deciso di provare a monetizzare. Il sistema di paywall che fino a qualche anno fa sembrava una via non percorribile ha invece dimostrato di essere un importante strumento per le versioni online dei giornali, mentre gli introiti da pubblicità continuano a diminuire. Il New Yorker userà lo stesso sistema impiegato con successo da Financial Times, New York Times e Wall Street Journal.