Gaza, salgono a 641 i morti tra i palestinesi. Voli sospesi su Tel Aviv. Sisi invita Renzi al Cairo

«Qualche passo avanti per la tregua». La laconica nota di John Kerry dopo l’incontro con Ban Ki Moon sa più di auspicio. E di speranza. Anche perché sui luoghi del conflitto non si registra alcuna sosta. Gli Israeliani da terra continuano a rastrellare metro dopo metro alla ricerca di bunker, cunicoli e sottopassi mentre dal cielo martellano le postazioni dei miliziani palestinesi e radono al suolo ogni qualsivoglia possibile sito di armi e munizioni. Hamas, di contro, persevera nel tentativo di infiltrare i suoi uomini dietro le linee nemiche e continua a lanciare razzi contro le principali città di Israele.  Dopo la decisione di molte compagnie aeree di sospendere i voli da e verso l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, le autorità ebraiche sono corse ai ripari e, come annunciato dal ministro dei trasporti Israel Katz, hanno provveduto all’apertura immediata dell’aeroporto Uvda nel Negev per quelle compagnie che vogliano scegliere questo scalo. Mentre l’aeroporto di Tel Aviv resta  comunque aperto. La conta delle vittime prosegue purtroppo incessante. Un operaio straniero è rimasto ucciso da un colpo di mortaio esploso dai miliziani palestinesi nella cittadina di confine di Ashqelon. Una famiglia palestinese e’ stata colpita nella sua casa stamani a Khan Yunes. Quattro i corpi estratti dalla macerie, fra cui quelli del marito e della moglie. Il bilancio del conflitto, secondo l’agenzia palestinese, sale perciò a 641 morti e ben 4030 feriti a Gaza.  Intanto il presidente egiziano al-Sisi, autore della proposta di tregua non accolta da Hamas, ha invitato Matteo Renzi al Cairo dopo che il premier ha ribadito l’appoggio italiano all’iniziativa di pace.