Floris a La7? Freccero non ha dubbi: «È Renzi che l’ha fatto fuori, questo è il suo primo editto»

Cosa c’è dietro l’addio di Giovanni Floris a Rai3? All’indomani dell’annuncio dell’abbandono di Ballarò e del passaggio del conduttore a La7, politica e addetti ai lavori discutono della faccenda. La spiegazione più banale è quella sposata anche dall’azienda: tutta una questione di soldi. Floris ne voleva troppi, mentre la Rai non aveva alcuna intenzione di andare oltre i 600mila euro di compenso assicurati finora e che sarebbero stati blindati anche per i prossimi tre anni. A La7, invece, pare che siano stati ben lieti di accontentarlo, con un contratto triennale stimato in 4 milioni. «È legittimo che aspiri a dei cambiamenti, anche economici. Ma in spending review non potevamo raddoppiargli il compenso. Quattro milioni in tre anni la Rai non può permetterseli», è stato il commento della Cda Luisa Todini, che ha escluso che alla base del “divorzio” vi siano divergenze sulla linea editoriale o un “editto” renziano. Delle prime aveva parlato lo stesso Floris, dicendo che «è un problema lavorare senza progetti editoriali condivisi e dubitando del sostegno e della fiducia dell’azienda riguardo a progetti che io non voglio imporre a nessuno e che hanno senso solo se sono sposati e non subiti». Fra quelli che hanno parlato del secondo, invece, c’è Maurizio Gasparri, secondo il quale il mancato accordo economico sarebbe in realtà il modo in cui «il vertice operativo della Rai ha colto l’occasione per una dimostrazione di servilismo probabilmente inutile». A monte vi sarebbe lo scontro in diretta che Floris ebbe con il premier Matteo Renzi sul tema della spending review anche per la tv pubblica. «Floris ha difeso l’azienda con domande non asservite a Renzi», ha sottolineato il senatore azzurro, dando una lettura dei fatti in cui, a ben vedere, «divergenze editoriali» potrebbe essere letto come un sinonimi elegante per «editto». Che di questo si sia trattato è convinto anche Carlo Freccero, già direttore di rete a Rai2 e Rai4. Intervistato alla trasmissione di Radio 2 Un giorno da pecora, Freccero ha spiegato che il giornalista «ha fatto bene ad andare a La7. Prende più soldi? Bene, è il mercato. È Renzi che l’ha fatto fuori, questo è il suo primo editto». Un editto che comporta a Rai3 anche la perdita di Maurizio Crozza. Le sue “copertine” a Ballarò erano una deroga al contratto con la tv di Cairo, a cui ora il comico tornerà a tempo pieno, con il risultato che della trasmissione di approfondimento della terza rete alla Rai resta solo una cosa: il titolo. 

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