Fisco, gay, marò e primarie, le sfide di destra di Fratelli d’Italia: quattro petizioni “per non morire renziani”

Temi «divisivi», li ha chiamati Guido Crosetto. E il senso è ricordare che tra centrodestra e centrosinistra esistono ancora delle differenze sostanziali. Così, in un momento in cui il renzismo sembra aver contagiato tutti, Fratelli d’Italia si presenta agli italiani chiedendo il loro sostegno a due petizioni e due proposte di legge. Trattano quattro temi d’attualità su cui serve riaffermare una visione “di destra” o, in un caso, una visione della destra: tasse, adozioni, marò e primarie. «Vogliamo riportare l’attenzione sui contenuti, magari anche per dialogare con gli altri movimenti di centrodestra o sedicenti tali», ha spiegato Giorgia Meloni, lanciando una stoccata agli «ex alleati» che dalle riforme ai diritti ormai sembrano totalmente appiattiti sulle posizioni del centrosinistra al governo. Per tasse e adozioni sono state predisposte due proposte di legge di iniziativa popolare, per le quali si attende il via libera della Cassazione il 16 luglio. La prima, con lo slogan “Scaricatutto”, chiede di allargare sensibilmente lo spettro delle spese deducibili e detraibili in nome del cosiddetto «contrasto di interesse». In questo modo – è il ragionamento – i cittadini avranno interesse a farsi fare la fattura, innescando un meccanismo virtuoso e capillare di lotta al nero.

L’altra proposta riguarda la visione della famiglia e in particolare la modifica della legge sulle adozioni. Oggi il testo dice che possono chiederle i «coniugi» sposati da tre anni. Fratelli d’Italia chiede che si parli esplicitamente di persone di sesso diverso, perché quella dicitura, sommata al percorso intrapreso sul riconoscimento delle unioni gay, rischia di aprire le porte alle adozioni da parte di coppie omosessuali. «È inutile dire che non si vuole discriminare nessuno», ha chiarito la Meloni, ricordando però che «una società che si rispetti deve tutelare il più debole e noi non abbiamo dubbi sul fatto che sia il bambino».

La campagna di raccolta firme si chiamerà #senzatregua, partirà il 12 luglio e proseguirà a livello nazionale fino al 20. Poi, per tutta l’estate e poi ancora in autunno, la parola passerà alle strutture del territorio, sotto il coordinamento di Giovanni Donzelli, Francesco Lollobrigida e Federico Mollicone, trenta-quarantenni che sono espressione della nuova classe dirigente di FdI e che hanno lavorato alla ideazione delle quattro iniziative. Fra le due petizioni una riguarda i marò, chiede che si insista sull’arbitrato internazionale, ma soprattutto che si proceda con il ritiro italiano dalle missioni anti-pirateria e di peacekeeping finché Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non saranno rientrati in Italia.

Solo l’ultima petizione è tutta interna al campo del centrodestra: riguarda le primarie «a qualunque livello di elezione monocratica». Qui a essere messa sul tavolo è la visione della destra che si vuole costruire e che, per Fratelli d’Italia, deve ripartire da una classe dirigente formata «selezionando i migliori e non – ha detto Crosetto – quelli che servono meglio il padrone». FdI chiede ai «vecchi alleati» di farla propria e mercoledì sarà davanti alla Camera e al Senato per raccogliere le adesioni di parlamentari e leader di partito del centrodestra. «Chiediamo a Berlusconi, Salvini, Alfano di sottoscrivere il nostro appello, per ripartire dai contenuti, ma anche da un metodo diverso. Io non voglio morire renziana, sogno un centrodestra che possa stare nella partita e giocarla davvero», ha concluso la Meloni, spiegando di «fare il tifo» per «i Chiti, i Mineo, i Minzolini, per tutti quegli uomini e quelle donne che non pensano che tutto si possa piegare ai diktat di partito e che si oppongono a queste riforme di segno totalitario, in cui la casta decide tutto e gli italiani niente».