Elezioni Csm: è un candidato di Magistratura Indipendente, il giudice più votato

È un candidato di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe, il giudice più votato alle elezioni dei togati del nuovo Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di Claudio Galoppi del Tribunale di Milano, che già alle primarie di aprile era arrivato al primo posto. Stavolta i suoi consensi sono ancora cresciuti e passati dai 657 delle primarie a 792. Il secondo è inveceFrancesco Cananzi, del tribunale di Napoli, in lista con la corrente di centro Unicost, l’area di centro della magistratura, che ha ottenuto 702 voti.  Il terzo classificato è invece il gip dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, Piergiorgio Morosini, candidato con Area (665 voti). A pochissima distanza da lui (660) Massimo Forciniti del tribunale di Crotone (Unicost). La “rossa” Magistratura democratica è uscita fortemente ridimensionata dalla consultazione, nonostante corresse con altre correnti «sorelle» unite nella formazione Area. Quinto è il giudice romano Lorenzo Pontecorvo (Magistratura Indipendente) con 616 voti. A seguire Lucio Aschettino del tribunale di Nola (585), che in passato ha ricoperto incarichi di vertice nell’Anm e che era in corsa con Area; e poi, con 583 voti, Aldo Morgigni (Magistratura Indipendente) il gip dell’inchiesta sul maxiriciclaggio di due miliardi culminata con la condanna di Gennaro Mokbel. Chiudono la classifica Valerio Fracassi (Area), giudice al tribunale di Brindisi, che ha ottenuto 537 voti; Rosario Spina, consigliere alla Corte d’appello di Milano in lista con Unicost, con 478 voti e infine Nicola Clivio (Area) del tribunale di Lanusei con 467 voti.
Sarà Maria Rosaria San Giorgio (Unicost), l’unica donna togata che farà parte del nuovo Csm, eletta con 2498 voti. Non sono state infatti elette le altre tre candidate donne in rappresentanza dei magistrati: il pm di Patti Francesca Bonanzinga, e il giudice di Trento Adriana De Tommaso, candidate di Altra Proposta selezionate con le primarie on line, e l’indipendente Fernanda Cervetti, consigliere alla Corte d’Appello di Trento. Il risultato fa tornare indietro di anni il Csm: nell’attuale consiliatura che sta per scadere le donne sono due, ma nella precedente erano arrivate a sei.