Contrordine grillini. Niente tavoli con il “nemico” Renzi sulle riforme. Ora Beppe fa la voce grossa

«Faremo ratificare i punti proposti al tavolo sul portale del Movimento di modo che i cittadini iscritti possano esprimersi». Ma ci fanno o ci sono questi rocamboleschi e grillini sempre a caccia di riflettori? E pensare che nelle ultime settimane sembravano aver imparato un po’ di serietà e di coerenza. Adesso la nota congiunta di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo in merito al fatidico tavolo con il Pd sulle riforme il Pd rovescia nuovamente le carte e fa saltare tutto nel nome della democrazia virtuale. Dialogo sì, poi no, poi vedremo, adesso porta chiusa in faccia a Renzi (il quale a sua volta non ha brillato per chiarezza). I grillini si sfilano perché – sembrerebbe – sentono puzza di bruciato sull’immunità.  «Il Pd –  spiega la coppia Casaleggio- Grillo –  sta mettendo in dubbio le buone intenzioni del Movimento 5 stelle. È chiaro a chiunque abbia seguito lo streaming che noi avevamo 5 punti chiari mentre il Pd cercava di non dare alcuna risposta concreta e di temporeggiare. Renzi parla di una sconfessione dal blog che non c’è mai stata. Non esiste una linea Grillo/Casaleggio. Non esiste una linea Di Maio. Non esistono linee all’interno del movimento, se non quella dei cittadini». Excusatio non petita, accusatio manifesta. Per quanti sforzi faccia l’ex comico genovese nessuno può negare che la rete si sia rivoltata contro le ultime mosse dei capi, costretti poi a fare macchina indietro. «Sosteniamo senza riserva alcuna –  prosegue la nota ufficiale – la posizione della delegazione M5s. Per questo faremo ratificare i punti proposti al tavolo sul portale del Movimento di modo che i cittadini iscritti possano esprimersi. Così si potrà andare direttamente in Aula e votare una legge elettorale con le preferenze: dato che proprio Renzi ha dichiarato più volte durante l’incontro di volere le preferenze nella legge elettorale». Da Skytg24 Luigi Di Maio spiega perciò che il movimento fa sul serio e non farà passi indietro. «È saltata la proposta di fare ancora un altro incontro, non vogliamo far spendere ai cittadini altro tempo a seguire parole, vogliamo i fatti». La proposta di mettere insieme i voti sulle cose buone, come preferenze e abolizione immunità, è ancora del tutto aperta. «Visto che tra 5 giorni si vota al Senato sull’immunità, cominciamo da quella». Ma in cinque giorni le idee possono ancora cambiare mentre il premier rottamatore è convinto di poter riportare i grillini a più miti consigli.