Concordia, tra imprevisti e difficoltà riemergono i primi 4 metri. Ma il ritorno alla normalità è ancora lontano

L’enorme carcassa spiaggiata della Concordia torna a provare a stare a galla, anche se solo in parte: il relitto ha raggiunto al momento i 4 metri di rigalleggiamento grazie alla tenacia di tecnici e sommozzatori della Titan Micoperi che sono riusciti ad adoperarsi per tutta la notte,nel tentativo di recuperare lavoro e tempi ostacolati dalle avversità climatiche dei giorni scorsi, create soprattutto dal Maestrale che ha imperversato fino a poco fa.

Al momento dunque si stanno completando le operazioni per abbassare uno dei cassoni di poppa che restano da collegare con le catene, prima di passare a prua per allacciare l’ultimo cassone del lato di dritta. A quel punto le operazioni potranno procedere con il rigalleggiamento vero e proprio. Considerando che la linea di emersione ipotizzata per il viaggio verso Genova è di 18 metri, i tecnici sono al lavoro per far riemergere ancora 14 metri di scafo.

Intorno alle operazioni sulla Concordia, una strana normalità estiva, con natanti in acqua e curiosi sugli scogli, e un’area inibita al traffico marittimo con navi ad almeno tre miglia nautiche dal relitto, e con una velocità ridotta per non provocare moti ondosi pericolosi, in ossequio a quanto scritto nell’ordinanza emanata dalla Capitaneria di porto di Livorno e dalla Direzione marittima della Toscana, che disciplina il trasferimento del relitto dall’isola del Giglio al porto di Genova.

Il trasferimento, come ricordato nell’ordinanza, dovrebbe avvenire tra il 21 e il 30 luglio prossimi, ma le date di inizio e di termine delle operazioni sono da considerarsi a questo punto meramente indicative. Un work in progress, insomma, che deve tener conto delle condizioni climatiche – è previsto per le prossime ore un peggioramento meteo – dell’imprevisto tecnico, di una tempistica suscettibile a diverse variabili. Tanto che, già ora, si ipotizza che l’isola del Giglio dovrà attendere almeno un giorno in più per liberarsi per sempre della Concordia. Di quell’enorme convoglio dilaniato sul fondo dagli scogli e massacrato su un fianco dalla prolungata permanenza in acqua. Con legno fradicio e apparecchiature arrugginite nella parte rimasta a lungo sommersa, e una metà che ostenta, drammaticamente, il lusso degli interni di  prima del naufragio.

Oggi, dopo oltre 900 giorni trascorsi con quel mostro a 300 metri dal porto, 24 ore in più sembrano niente: eppure sono 24 ore in più all’agognato ritorno alla normalità. Quando la Concordia se ne andrà via dal Giglio. Quando inizieranno le operazioni di ripristino del fondo e dell’ambiente marino dell’isola perché – si legge in una nota della Regione Toscana – «tutto dovrà tornare come era prima del naufragio». Dimenticando che poche cose – e non solo per i sopravvissuti e i parenti delle vittime – torneranno com’erano prima di quella maledetta notte.