Concordia, il vento rallenta le operazioni, ma il rientro a Genova rimane fissato a lunedì

Il forte vento che ha soffiato per tutta la notte e per parte della mattina sull’isola del Giglio ha rallentato ulteriormente le operazioni di rigalleggiamento che, per la seconda notte consecutiva, sono state sospese per alcune ore. Nonostante ciò, sostiene Costa, «prosegue il lavoro dei sommozzatori per il collegamento delle ultime catene e dei cavi». Allo stato attuale, spiega la società, restano da collegare due catene e quattro cavi relativi a tre cassoni sul lato di dritta. Solo quando sarà terminata questa fase inizierà il rigalleggiamento vero e proprio, con la nave che dovrà emergere dall’acqua di altri 15 metri. Nessun intoppo irrisolvibile ma qualche imprevisto e qualche difficoltà di troppo. Al terzo giorno, le operazioni per il rigalleggiamento della Concordia subiscono un rallentamento, allungando, di fatto, i tempi dell’intero progetto: anche se, assicurano i tecnici, l’obiettivo resta quello fissato nei giorni scorsi, partire lunedì per l’ultimo viaggio verso Genova.

Sullo sfondo, un’altra grana, che rischia di diventare un caso internazionale: la Francia ha chiesto garanzie all’Italia sulla salvaguardia ambientale durante il viaggio della Concordia verso Genova e definisce «inaccettabili» le «incertezze» sulla rotta, che dovrebbe passare ad una trentina di chilometri dalla Corsica. Pronta la replica del ministro italiano Gian Luca Galletti: la Francia stia sicura, le prescrizioni italiane sono «stringenti ed inflessibili». Che qualcosa non era andato come previsto, si era capito fin da quando il capo dell’operazione Nick Sloane, tornando in porto, aveva annunciato un ritardo di 12 ore nella tabella di marcia. Il problema è semplice: i tecnici devono srotolare sott’acqua catene che hanno anelli che pesano ognuno 300 chili, farle passare sotto lo scafo senza danneggiarlo e agganciarle ai cassoni. Qualcuna di queste catene non si è srotolata come previsto e dunque i tempi si sono allungati. Nella notte, tra l’altro, gli uomini di Sloane si sono dovuti fermare per qualche ora a causa del vento forte. Nonstante gli imprevisti il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli ha assicurato che «siamo ampiamente nella finestra temporale prevista di 5-7 giorni». Insomma, la situazione è pienamente sotto controllo.  La notizia certa è che, al momento, non ci sono problemi ambientali. «Sversamenti sensibili non ci sono stati» ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Di una cosa il ministro Royal può essere certo – ha aggiunto – La sicurezza ambientale del Tirreno sta a cuore prima di tutti a noi, all’Italia, nazione che per quella tragedia ha già pagato un prezzo altissimo». Assicura Sloane: «Noi saremo a bordo e governeremo la situazione… sono fiducioso. Quando la nave lascerà il Giglio sarà nelle migliori condizioni».