Bufera sulla “rossa” Emilia: Vasco Errani condannato a un anno, arrivano dimissioni e nuove elezioni

«Mi dimetto e nel farlo rivendico il mio impegno e la mia onestà. Ho sempre messo l’istituzione davanti a ogni altra considerazione». Arriva subito dopo la sentenza la decisione, irrevocabile, del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, condannato dalla Corte d’appello di Bologna a un anno nel processo bis “Terremare”. Errani, nel proclamarsi innocente, ha annunciato ricorso in Cassazione. Insieme a lui sono stati condannati a un anno e due mesi anche i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti. Una pena più dura per Errani rispetto a quella chiesta in primo grado dal pubblico ministero Antonella Scandellari (dieci mesi e venti giorni). Il processo è collegato alla presunta truffa sul finanziamento da un milione alla coop agricola “Terremerse” presieduta nel 2006 dal fratello di Errani, Giovanni. La procura generale aveva chiesto condanne di due anni per Errani, due anni e due mesi per i dirigenti regionali Terzini e Mazzotti, accusati quest’ultimi di concorso nel falso e favoreggiamento e tutti e tre assolti in primo grado. Errani, per il quale la corte ha disposto la sospensione condizionale della pena, era finito indagato per una relazione che nel 2009 fu inviata alla procura per dimostrare la regolarità dell’operato della Regione nella vicenda del finanziamento da un milione alla cooperativa agricola presieduta da Giovanni Errani (attualmente a processo in primo grado per truffa ai danni della stessa Regione). In primo grado Errani era stato assolto dal gup perché il fatto non sussiste, Terzini e Mazzotti perché il fatto non costituisce reato. Contro la decisione del giudice la procura aveva ricorso in appello. Il legale di Vasco Errani, Alessandro Gamberini ha commentato con parole durissime la condanna pronunciata di giudici d’appello. «È una sentenza sconcertante. Verranno lette le motivazioni ed è giusto attenderle per capire come ha ragionato la Corte – ha premesso Gamberini – io rimango del parere che avevo espresso in primo grado, Vasco Errani è innocente in questa vicenda, non c’era niente che provasse alcuna forma di istigazione a fare il falso. Ricorreremo in Cassazione e cercheremo di dimostrare questa innocenza, come era stata dimostrata in primo grado».  Dal canto suo la procura di Bologna ha affermato che «le sentenze non si commentano, si può solo dire che la procura ha sempre lavorato con assoluta obiettività, serenità e rigore». Ora con le dimissioni di Errani, la Regione Emilia-Romagna si avvia verso le elezioni. Lo prevede l’articolo 126, comma 3, della Costituzione. Le dimissioni volontarie del presidente della Regione, recita il comma, «comportano le dimissioni della giunta e lo scioglimento del consiglio». A invocare le sue dimissioni era stato il vicecapogruppo di Forza Italia in Regione, Galeazzo Bignami: «Un solo commento, dimissioni. Nel gruppo ne abbiamo parlato e anche con il coordinatore regionale Massimo Palmizio. D’altronde sarei stupito se il Pd avesse una doppia morale».