Boeing 777, tra accuse incrociate e becera propaganda. Una cinica partita sulla pelle di 298 innocenti

Sono stati i filorussi. No, è stata Kiev. Ormai sembra che il problema stia tutto lì. Sapere, il prima possibile, chi ha azionato il missile che ha colpito il Boeing 777 della Malaysia Airlines. Individuare il colpevole. Punto e basta. Perchè è sacrosanto conoscere il colpevole. È un diritto. E, forse, può pure appagare il comune senso di giustizia di fronte ad una siffatta tragedia. Ma, per l’appunto, che siano stati gli uni o gli altri è fuor di dubbio. Quella è zona di guerra. E del tipo peggiore di guerra. Una guerra civile. Cioè una guerra che genera odii profondi. Che proprio per questo può essere addirittura più cruenta di quella già terribile in corso a Gaza tra Hamas e Israele. Non è necessario cercare su internet, non serve Wikipedia. Lo sappiamo tutti. Ma, se così è, allora è altro che bisogna sapere. Che bisogna chiedere. Ad esempio, perché quel dannatissimo Boeing, in quel dannatissimo giorno è passato proprio da quel dannatissimo posto. E perché mai è stata scelta quella rotta. E, ancora, se prima dell’imbarco i passeggeri fossero stati correttamente informati. Ecco le domande che meritano risposta. Perché, che da quelle parti ci si spari addosso, che ci siano ogni giorno morti e feriti e distruzione e pure aerei abbattuti lo sanno e lo sapevano tutti. Così come si sa perfettamente che non è igienico sorvolare la Striscia di Gaza. Tant’è vero che nessuna compagnia aerea la sorvola. Più il tempo passa, più si rivedono le immagini della catastrofe, più il pensiero va a quelle vite spezzate e più queste domande affollano la mente. Ecco perché  non riusciamo a capacitarci della stucchevole querelle internazionale sul missile dell’uno o dell’altro contendente, delle accuse incrociate e della becera propaganda. Perché della solita cinica partita si tratta. Giocata sulla pelle di 298 disgraziati.  Uomini, donne e bambini che, quel giovedì 17, sono saliti su quell’aereo andando senza saperlo e, magari a prezzo scontato, incontro ad una morte assurda.