Berlusconi: sono profondamente commosso. Gli azzurri brindano. Freddino Alfano. Bocche cucite al Nazareno

Commosso, certo, forse anche incredulo. «Sono profondamente commosso, l’accusa era ingiusta e infamante. La maggioranza dei magistrati è ammirevole». Lo stesso Berlusconi non ci sperava, ammaccato dalle vicende degli ultimi mesi e convinto di essere la vittima privilegiata di un complotto giudiziario che viene da lontano. Stavolta il Cavaliere passa indenne sotto le forche caudine delle toghe. L’assoluzione secca da parte dei giudici della seconda corte d’Appello di Milano dall’accusa di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby non solo è un lavacro insperato ma è destinata a condizionare la futura agenda del governo, appesa alla tenuta del patto del Nazareno. Telefonando al funzionario della questura la sera del 28 maggio 2010 per chiedere che Ruby venisse rilasciata al più presto in quanto “nipote di Mubarak”, insomma, Berlusconi non commise alcun reato. Non costrinse i funzionari della polizia a obbedire a un suo ordine: il fatto non sussiste, concludono i giudici. E se anche ebbe rapporti sessuali con Ruby (che si dice contenta per sé e per Silvio), all’epoca ancora minorenne, non era consapevole della sua giovane età. Per Francesca Pascale, neanche a dirlo, è il giorno più bello della sua vita, «ho pianto come una bambina».  Una delle prime reazioni è quella di Bobo Maroni: «Sono contento per Berlusconi e questa era veramente una ingiustizia anche se all’epoca lo avevo criticato per il fatto che avesse telefonato lui di persona», ha detto aggiungendo subito dopo un elemento di riflessione politica. Ora che  l’ex premier ha acquistato più autorevolezza, dovrebbe lavorare sodo per il restyling del centrodestra, a partire dalle primarie che restano «una priorità». Tra gli azzurri la soddisfazione è massima. Ed è una corsa a congratularsi e a chiedere la riforma della giustizia. «Finalmente da Milano arriva una bella notizia. L’assoluzione di Silvio Berlusconi rispetto ad accuse davvero incredibili restituisce serenità al nostro leader e a Forza Italia», commenta Altero Matteoli, «ma da domani il partito si occupi con maggiore determinazione dei problemi reali della gente afflitta da una crisi economica durissima e interminabile». «Berlusconi innocente!!! E adesso Commissione parlamentare d’inchiesta sul colpo di Stato del 2011», scrive su Twitter Renato Brunetta. «Finalmente (l’avverbio più usato nelle dichiarazioni) un giudice a Berlino», ironizza Maurizio Sacconi. Per Maurizio Gasparri non solo è un’ottima notizia ma chi è uscito dal Pdl dovrebbe fare mea culpa. Istituzionale il ministro Angelino Alfano. per il quale il verdetto di Milano «rafforza certamente la strada intrapresa per cambiare con coraggio il Paese sia sul fronte delle riforme istituzionali e legge elettorale sia su quello del rilancio economico, della diminuzione della tassazione, della lotta alla burocrazia». A nessuno sfugge il nesso tra il ritorno in pista da innocente del sempreverde Silvio e la navigazione del governo Renzi. Casini è «contento per Berlusconi ed anche sollevato per i riflessi che questo processo ha provocato all’Italia sul piano internazionale». La sinistra non brilla per commenti. Per ore e ore nessuno del Nazareno si fa vivo. Alla fine rompe gli indugi Walter Verini, capogruppo in commissione Giustizia della Camera. «La sentenza della corte d’appello di Milano conferma come in Italia si possa e si debba avere fiducia nella giustizia – si legge nel comunicato corretto e ricorretto – non pensavamo prima che ci fosse persecuzione nei confronti di Berlusconi, così oggi non pensiamo che si tratti di una sentenza influenzata dal clima politico, come qualcuno in queste ore ha ventilato. Chi attaccava la magistratura per la sentenza di primo grado o chi la attaccasse oggi per questo pronunciamento è, secondo noi, fuori strada. Le sentenze si rispettano sia quando piacciono sia quando non piacciono».Veri