Basta circo, i questori della Camera chiedono norme “anti-gazzarra” e la Boldrini stilerà un decalogo

Stop a buffonate in Aula, basta atteggiamenti da circo. Basta finocchi e spigole sventolate tra gli scranni della Camera. Scatta il “ritorno all’ordine”, spunta una voglia improvvisa di bon-ton: questo il senso di un lettera accorata scritta dai questori della Camera alla presidente Boldrini. Stefano Dambruoso (Sc), Gregorio Fontana (FI) e Paolo Fontanelli (Pd) si sono rivolti all’ufficio di presidenza perché faccia qualcosa contro il proliferare di manifestazioni folkloristiche, perché introduca delle norme anti-gazzarra. La Boldrini era spesso esplosa in adirati «Vergogna, non disonori quest’aula». C’è da dire che si dovrebbe fare una distinzione tra manifestazioni del pensiero, sia pur colorite, e trovate volgari. L’originalità nel lasciare il segno non è di per sé un disvalore, se scevro da scivolamenti scurrili. L’esagerazione esaspera e offende, ma sulle trovate spiritose e inoffensive si potrebbe usare un po’ di clemenza.  Fatto sta che le bolle di sapone fatte volare per significare le balle raccontate dal premier Renzi potrebbero essere una delle ultime performance di colore, visto che la Boldrini ha tutte le intenzione di dare seguito alla sollecitazione ricevuta dai questori. Una lettera infatti sarà a breve giro di posta inviata ai capigruppo di Montecitorio per un richiamo a comportamenti più decorosi per i deputati e che siano d’esempio per i cittadini che li hanno eletti. Lo racconta il questore Stefano Dambruoso parlando della decisione presa nell’ultimo ufficio di presidenza in cui è stato «condiviso un orientamento nel dare maggiore contenuto alle norme non scritte in alcun regolamento»

Norme non scritte – dice Dambruoso – che però «fanno parte di una prassi che richiamano a comportamenti più decorosi. Il ruolo del deputato è fortemente visibile e deve corrispondere ad aspettative di correttezza e legalità comportamentale». Chi  fa le leggi – è il ragionamento dei questori -deve essere davvero d’esempio per chi poi deve conformarsi a quelle leggi. Si è così deciso di sollecitare a tutti i gruppi parlamentari  questi principi di condotta già applicati peraltro quotidianamente dalla stragrande maggioranza dei deputati stessi. Anche per i deputati, insomma,  il voto in condotta “farà media“ come a scuola.