Allarme Federalberghi: partenza fiacca delle vacanze. Forse per i rincari fino al 55% nelle località di mare?

La crisi. La pioggia. Il caro prezzi. I bollini rossi degli esodi di massa. Di questi tempi – come ogni anno – non si può prescindere dalla fotografia scattata da associazioni e istituti di ricerca demoscopica e dai parametri che la giustificano. E, ancora una volta, previsioni a breve raggio e aggiornamenti dell’ultimo minuto connotano immancabilmente un trend in chiaro-scuro. Infatti, anche se un’indagine sull’indice di fiducia del viaggiatore italiano elaborato da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli ci dice che il 76% dei nostri connazionali trascorrerà le vacanze in Italia piuttosto che all’estero (24%) – con preferenze per la Toscana, l’Emilia Romagna e la Puglia, le mete di stagione più gettonate – un’analisi di Federalberghi denuncia contestualmente una partenza «fiacca» delle vacanze degli italiani, con un mese di giugno a -0,3% rispetto al 2013. Anzi, di più: secondo il report, il primo semestre del 2014, pur segnando un +2% delle presenze, accusa un’alternanza di dati positivi e negativi che gettano incertezza sull’andamento della stagione estiva e pesano sull’occupazione. Tanto che il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, davanti ai consuntivi stilati dall’analisi congiunturale non ha esitato a parlare di «montagne russe». O meglio, di un «andamento del settore a corrente alternata, che non consente alle imprese di comprendere se esista davvero una ripresa, né se ci si possa permettere il lusso di avviare nuovi investimenti, che pure sarebbero necessari». Eppure, sempre Bocca ha ricordato che, proprio nei giorni scorsi, la Camera dei deputati ha dato il primo via libera al decreto Cultura e Turismo, che contiene «strumenti utili a sostenere la competitività del sistema d’offerta turistica italiano, incentivando le imprese che investiranno nella riqualificazione delle strutture ricettive e nel commercio elettronico dei servizi turistici». Ma, come noto, tra dettami teorici e verità pratica esiste una distanza siderale: tanto è vero che, proprio stando ai termini percentuali stilati dalla varie indagini citate, il turismo di casa nostra sta già subendo – a stagione vacanziera appena avviata – una flessione negativa. Che, stando poi a quanto evidenziato anche dall’osservatorio di trivago.it, ha la sua ragion d’essere economica. Il sito, analizzando mensilmente attraverso il proprio trivago Hotel Price Index l’andamento dei prezzi degli alberghi nelle maggiori città italiane ed europee, ha registrato infatti rincari fino al 55%, e listini che arrivano a sfiorare i 300 euro a notte. E non solo nella Costa Smeralda… Insomma, quello che bagna la penisola è un mare decisamente salato: e sono ancora molti – troppi – gli italiani alla ricerca disperata di una tregua dalla crisi. Dal caldo. Dai rincari di stagione.