Allarme dei sindacati: nell’industria a rischio oltre mezzo milione di lavoratori. Ma Renzi pensa positivo

L’allarme arriva dai sindacati e smentisce le rosee previsioni renziane sulla ripresa e gli impegni solenni sulla disoccupazione. «Le ore di Cassa integrazione autorizzate a giugno si fermano a 74 milioni, con un crollo del 23%. È la richiesta più bassa degli ultimi 12 mesi», viene sottolineato in un rapporto della Cigl. E fin qui la notizia sembra buona, il fatto è che per gennaio-giugno si riscontra un’assenza completa di attività produttiva per più di 540.000 lavoratori,  con una perdita per ognuno di oltre 3.900 euro. Dati non diversi vengono forniti anche dalla Uil che sottolinea come tra maggio e giugno le richieste di ore di Cig da parte delle aziende registrano un +50,2% nell’artigianato e +12,5% nel commercio, a fronte di un -32,3% nell’industria e -10,2% nell’edilizia. Per la Cisl, sono 136.616 mila «i lavoratori a rischio di perdita di lavoro nel corso del 2014, nei settori della manifattura e delle costruzioni, più di 10 mila ogni mese». L’Italia è ancora «ben lontana dall’uscita della crisi economica e sociale», ha dichiarato il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando i dati del Rapporto Industria, messo a punto dallo stesso sindacato. «Non possiamo continuare a perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro senza che ci sia un impegno straordinario di tutti. La via di uscita per un’Italia bloccata e in ripiegamento, con divari sociali crescenti, non può essere affidata ai soli margini di flessibilità che l’Unione europea può concederci». Sulla stessa linea il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, secondo cui «il ciclo negativo dell’industria non è ancora superato e dopo sei anni di crisi che sono costati la perdita di 900.000 posti di lavoro, ora “sono a rischio quasi 140.000 posti di lavoro, mentre i livelli produttivi sono quasi fermi».