Addio a Giorgio Faletti, sapeva incantare il pubblico con l’ironia e con la scrittura

Se n’è andato a 63 anni, Giorgio Faletti, dopo una lunga battaglia con un male che non è riuscito, alla fine, a vincere. Era ricoverato alle Molinette di Torino da alcuni giorni. Amato per la sua ironia e per la sua scrittura, fortunato autore di best seller, Faletti si era saputo tante volte re-inventare, mai deludendo il suo vasto pubblico. Era nato ad Asti il 25 novembre 1950 e aveva iniziato come cabarettista al Derby di Milano negli anni settanta. Il successo per lui arriva a metà degli anni Ottanta dal piccolo schermo con il programma-cult Drive In, dove spopola soprattutto il suo personaggio Vito Catozzo, guardia giurata che condensa in sé i vizi dell’italiano medio. Nel 1992 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti con la canzone Rumba di Tango. Torna al Festival nel ’94 e si classifica al secondo posto con la canzone Signor tenente ispirata alle stragi di Capàci e di via D’Amelio, virando verso un registro drammatico e d’impegno sociale.

Nella seconda parte della sua carriera artistica, dopo essere stato comico e cantante, Faletti stupisce tutti e diventa scrittore di best seller. Nel 2002 pubblica il suo primo thriller, Io uccido, che vende più di quattro milioni di copie. Nel 2004 esce il secondo romanzo Niente di vero tranne gli occhi, che vende altre tre milioni e mezzo di copie.  Nell’ottobre 2006 pubblica Fuori da un evidente destino (Baldini Castoldi Dalai editore), ambientato in Arizona e in cui tra i protagonisti vi sono gli indiani Navajos, ai quali il romanzo è dedicato. Sempre con Dalai pubblica nel 2009 Io sono Dio e, un anno dopo,  Appunti di un venditore di donne, primo romanzo dello scrittore ambientato in Italia, e nel 2011 Tre atti e due tempi, storia ambientata nel mondo del calcio. La notizia è stata data via Twitter dal direttore de La Stampa Mario Calabresi: “E’ morto Giorgio Faletti, un uomo dalle tante vite, tutte ben fatte”.