Accanto al prete tradizionale serve un “sacerdote light”: ecco la proposta di un teologo tedesco

Due tipi di presbiteri, non solo per superare la mancanza di sacerdoti, ma per rendere più attive le comunità ecclesiastiche. La proposta viene dal vescovo tedesco monsignor Fritz Lobinger, una vita spesa nelle missioni in Africa, ed esposta nell’intervista sul numero di Jesus in edicola in questi giorni. La stessa è inoltre raccontata in un volume – L’altare vuoto, tradotto in spagnolo – che papa Francesco ha letto, apprezzandone le “tesi interessanti”. L’idea è quindi di introdurre, secondo Lobinger, due differenti tipi di presbiteri: «Quelli attuali, celibi, molto istruiti, stipendiati dalla diocesi, trasferibili da una parrocchia all’altra e chiamati “preti”. Questi dedicherebbero tutta la vita al sacerdozio e vivrebbero in due o tre in un centro di spiritualità, magari formando una specie di comunità religiosa. E quelli denominati “anziani”, che avrebbero una propria professione secolare – e che non dipenderebbero economicamente dalla Chiesa – e una famiglia, non eserciterebbero il ministero in forma individuale, ma sempre in équipe di tre o più e solo nella loro comunità di origine». Secondo il vescovo, «i due tipi riceverebbero lo stesso sacramento dell’Ordine, ma lo vivrebbero con una vocazione e in modo diversi: gli “anziani” svolgerebbero tutti i compiti pastorali ordinari e guiderebbero tutte le liturgie della loro comunità, oltre a dirigerla sul piano amministrativo, mentre i preti vi verrebbero periodicamente per la formazione degli operatori pastorali locali, a cominciare dagli stessi “anziani”, e per tenere ritiri spirituali». La proposta di reintrodurre, a fianco del presbitero diocesano tradizionale, un secondo tipo di prete, esisteva già nei primi secoli della Chiesa: uomo di fede provata, che, avendo famiglia e lavoro, si dedichi part-time ai servizi religiosi della parrocchia ha agganci nella tradizione. «Negli Atti degli Apostoli – spiega Lobinger – si legge come san Paolo insieme agli altri missionari, quando visitarono le comunità di recente formazione, “in ognuna di esse designarono anziani” (14,23) affinché potessero celebrare l’Eucaristia», ma che è accolta differentemente tra i vescovi del ‘sud’ e quelli del ‘nord'”. Secondo Lobinger, in questo modo sarebbe possibile salvaguardare la figura del presbitero interamente dedito al servizio della Chiesa, attribuendo però a quest’ultimo i ruoli che i nostri tempi di cambiamento sembrano non solo suggerire, ma imporre.