A Bologna tornano gli anni di piombo: l’ultrasinistra attacca la sede di Casapound

Ancora un attentato. Ancora una tragedia sfiorata che avrebbe potuto coinvolgere vittime innocenti ed estranee alle logiche di ritorsione violenta, colpevoli soltanto di abitare in quell’angolo cittadino preso di mira. Ancora un’intimidazione pesante rivolta a Casapound: contro uno dei suoi centri. Contro i gruppi dei suoi militanti. Un ordigno esplosivo ha danneggiato nella notte la sede di un circolo di Casapound a Bologna, in via Malvolta. Verso le 4 un tubo riempito di polvere è stato fatto saltare, provocando danni alla saracinesca e ad alcune finestre. Diversi i residenti si sono svegliati impauriti dal boato. Sul posto si sono recati polizia e carabinieri per gli accertamenti. Dalle prime informazioni, le modalità dell’attentato fanno pensare ad autori di area anarchica. Tra le ipotesi ora al vaglio degli inquirenti non si esclude, secondo quanto trapela da ambiente investigativo, che il gesto intimidatorio possa essere la reazione in risposta alle parole del sindaco Virginio Merola, che nelle ultime ore aveva espresso preoccupazione per la manifestazione prevista il 3 luglio da parte di attivisti di area anarchica.

Un nuovo caso che si aggiunge al lungo elenco degli attacchi contro le sedi del movimento politico di destra radicale e i loro occupanti, sempre più spesso bersaglio di ritorsioni violente mosse da una logica criminale tradotta in agguati dalla frequenza inquietante che, tra tentativi maldestri e veri atti incendiari, hanno sempre di più dell’aggressione di stampo terroristico. E allora, la sede Casapound di Bologna nel novembre 2012; quella di Lanciano nell’agosto dell’anno dopo. L’ultimo attentato a Trento di tre mesi fa e, tra un episodio violento e l’altro, il danneggiamento della sede di Pistoia con l’aggressione degli occupanti; l’assalto al centro di Cuneo, e un’infinita sfilza di procedimenti giudiziari a danno degli aggressori di turno, spesso appartenenti a gruppi di estrema sinistra: tutti segni, innegabili, di un’escalation di violenza indirizzata contro il movimento di destra radicale a suon di azioni di stampo terroristico. Eppure, il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, ridimensiona quanto accaduto poche ore fa a Bologna e, decontestualizzando dal quadro generale dei precedenti, commenta: «È una modalità da delinquenti comuni. Anche i bancomat vengono fatti saltare con lo stesso metodo». Che sarebbe un po’ come dire che, dato che gli ordigni utilizzati sono artigianali, costruiti con petardi messi insieme e fatti esplodere con una miccia pirotecnica, non sono vere e proprie bombe e dunque neppure veri e propri agguati incendiari…