70 anni fa moriva Saint-Exupery. Il suo piccolo principe resta maestro di vita

“Non per entrare nel merito del motore, ma ogni motore ha una musica ed io la so”. Cantava di Antoine de Saint Exupery pilota di guerra Francesco De Gregori, il principe. Perché sarebbe stato banale, per uno dei più ermetici poeti contemporanei, celebrarne lo scritto più celebre.

Poco più che sedicenne lessi la storia del Piccolo Principe, su consiglio del mio insegnante di religione al liceo, Cristiano. Entrambi, il libro e l’amico, hanno influito sulla mia formazione.

Che meraviglia la storia del principino innamorato talmente tanto della propria rosa, da venir via dall’asteroide dove entrambi vivevano, approfittando di un volo di aironi, per provare a sopravvivere in altri mondi, dove la passione non ti consuma fino a venir meno. E, dopo un lungo e vano peregrinare – fatto di pianeti popolati da improbabili personaggi morti al sentimento e immolati al vizio o al nichilismo del fare fine a se stesso -, si rende conto conto che vuole null’altro che la sua rosa. Pur avendone trovato un campo pieno, sulla terra, di rose “belle, ma vuote”. E lui, che credeva, ingenuo, alla bugia della propria rosa che diceva di essere un esemplare solo al mondo, quando scoprì che ve ne erano altre si convinse che la sua rosa era davvero unica.

La deliziosa filosofia dei legámi di Saint Exupery, dei piccoli passi, della volpe che avvezza all’amicizia il piccolo principe, svelandogli che “si è responsabili per sempre di ciò che si addomestica” andrebbe letta ad ogni stadio dell’età evolutiva.

Sì, perché puoi leggere questa storia da bambino, adolescente, adulto, anziano e trovare sempre un senso ed un significato differenti. Un po’ come i Peanuts di Charles Schulz. Un suggerimento da ripetere oggi, giornata in cui ricorre il settantesimo anniversario della morte di Saint Exupery. Che scomparve col suo aereo di guerra misteriosamente nel mar Tirreno.

Alcuni pensano ancora che il suo F-5 sia finito in panne nel deserto, e che da lontano il pilota scrittore abbia intravisto, incredulo, l’esile figura di un bambino dai capelli dorati come il grano.

Sognare non costa niente, d’altra parte l’essenziale è invisibile agli occhi, no?