Unioni gay, il governo vuol stringere i tempi. Ma il Ncd consiglia prudenza…

L’appuntamento è per le 14 del pomeriggio in commissione Giustizia alla Camera. L’obiettivo è far approdare fin da settembre nell’aula di Montecitorio il ddl sulle unioni civili e le coppie omosessuali. Il Pd e Renzi ne fanno un punto d’onore. Il Ncd, che pure fa parte del governo e che sulla carta dovrebbe tutelare le aspettative del mondo cattolico, al momento si limita a consigliare prudenza con la speranza che le urgenze poste dalla crisi economica e le riforme messe in cantiere su legge elettorale e temi istituzionali prendano il sopravvento nell’agenda di Palazzo Chigi. Mal di pancia si registrano persino nei settori cattolici del Pd.  Giuseppe Fioroni, ad esempio, non chiude alle novità caldeggiate dal governo ma le subordina all’adozione di misure per la famiglia tradizionale, a cominciare dal quoziente familiare. Chi, invece, quasi a contraddire l’incitamento ai forzisti ad osare di più sui diritti civili venuto da Francesca, la fidanzata del Cavaliere, è l’azzurro Malan, che bolla come “incostituzionale” il testo all’esame della commissione ed annuncia battaglia. Staremo a vedere.

D’altra parte, il merito del provvedimento all’esame della commissione non sembra stimolare facili compromessi all’interno dell’esecutivo: alle coppie gay vengono riconosciuti gli stessi diritti degli eteri sposati ed anche se non sono ammesse adozioni sarà comunque consentito adottare l’eventuale figlio naturale di uno dei partner in caso, nel caso muoia, da parte di quello superstite. L’equiparazione tra  omo ed etero si estende anche alle pensioni (viene introdotto il diritto alla reversibilità), alle successioni e alla partecipazione ai bandi per l’assegnazione degli alloggi popolari. Sarà inoltre possibile assumere decisioni su questioni concernenti la salute del partner e beneficiare del regime previsto per i coniugi per quel che riguarda gli incontri negli istituti di pena.

È prevedibile che in quella che si annuncia come una battaglia campale, il governo farà pesare l’obiettivo di equiparare in materia di coppie gay la legislazione italiana a quella di altre nazioni europee: è il vecchio tic della sinistra italiana, per la quale bisogna fare sempre come gli altri. Una volta il modello preferito era l’Unione Sovietica, poi è arrivato l’Ulivo “mondiale” di Clinton e Blair, quindi la Spagna laicista e scristianizzata di Zapatero. In realtà, le proporzioni della crisi economica imporrebbero all’Italia ricette di tutt’altro tipo, a cominciare dalla guerra alla natalità zero che sta desertificando la famiglia e l’economia italiana. Spendiamo tanto per sanità e previdenza perché siamo ormai un Paese di vecchi. Ecco, più che inseguire i capricci di piccole minoranze agguerrite, faremmo meglio a rilegittimare culturalmente il primato dei figli, il primato della vita.