Un’alleanza sul presidenzialismo per ricostruire il centrodestra

Il Secolo d’Italia è stato il primo giornale italiano, a suo tempo, a proporre il presidenzialismo. Ai tempi le risposte della politica furono quasi tutte negative perché i tempi non erano maturi e si aveva timore dell’uomo solo al comando.
Oggi l’elezione diretta del capo dello Stato è un tema che riguarda tutti, perché sia a destra sia a sinistra sanno che la democrazia diretta garantisce miglior governo del paese e maggiore alternanza. Il momento adesso è maturo e la proposta lanciata ieri da Silvio Berlusconi offre una grande occasione a tutto il centrodestra, che può trovare nell’elezione diretta del presidente della Repubblica un nuovo e forte tema utile a riunire la coalizione.
Il leader di Forza Italia ha proposto un percorso con tre diversi strumenti: emendamenti alla riforma costituzionale attualmente all’esame del Senato, disegno di legge costituzionale e proposta di legge di iniziativa popolare. La prima proposta è la migliore perché avrebbe tempi brevi, ma richiederebbe il consenso della sinistra o di una parte di essa, la seconda è lunga e di natura parlamentare, la terza spinge il popolo ad esprimersi e può diventare un momento per fare iniziative comuni di tutto il centrodestra per spiegare il progetto e raccogliere le firme.
Con una forte battaglia per il presidenzialismo potrebbero superarsi incomprensioni e divisioni ed i partiti alternativi alla sinistra – o che tali si dichiarano – potrebbero gettare le basi programmatiche per un percorso comune, tenuto conto che il sistema presidenziale favorirebbe al contempo sia la tenuta del bipolarismo sia la coesione del centrodestra.
Dopo la proposta di Berlusconi, però, servono fatti concreti ed il primo potrebbe essere la nascita di un “Comitato 1del centrodestra per il presidenzialismo” con dentro i partiti che lo condividono, ma anche Fondazioni, associazioni, giornali e costituzionalisti. Un percorso di lavoro comune, una nuova “officina” per gettare le basi per disegnare assieme l’architettura della Terza Repubblica, dove il centrodestra può tornare ad essere maggioritario. Forza Italia ha avanzato la proposta formalmente, Fratelli d’Italia già aveva annunciato la sua intenzione di fare iniziative in tal senso, la Lega ha tutto l’interesse per un sistema che si sposa con il federalismo e che già votò nella ultima  bicamerale per le riforme. Infine anche il Nuovo centrodestra si è espresso a favore e con un percorso in comune con gli altri su un grande tema istituzionale si smarcherebbe un po’ dall’appiattimento sul governo Renzi che rischia di farlo apparire poco nuovo e poco di centrodestra.